EasyJet rischia di essere smembrata, i possibili scenari per la compagnia low cost: cruciale la data del 5 luglio

Il 22 giugno Castlelake ha reso pubblica la sua offerta per l'acquisto di easyJet. La società di investimento americana fondata nel 2005, che già aveva dimostrato interesse per la compagnia low cost europea, ha messo sul piatto una cifra pari a circa 5 miliardi di euro: respinta. E c'erano già state in passato due offerte, ma entrambe inferiori. EasyJet ha accusato Castlelake di voler acquistare la compagnia aerea "a basso prezzo", difatti con la stessa motivazione ha rifiutato anche la quarta offerta, leggermente più alta, presentata poi il 25 giugno. Le trattative stanno andando avanti, in un clima certamente complicato, in attesa di un accordo più conveniente. Ad oggi Castlelake gestisce circa 38 miliardi di dollari di asset, soprattutto nel settore aerospaziale. Nel 2023 ha acquisito il 32% della compagnia aerea scandinava Sas, quota che sta per essere acquistata da Air France-Klm.
Il consiglio di amministrazione di easyJet è guidato da Sir Stephen Hester: spetta a lui valutare le offerte di acquisizione e un'eventuale vendita. Ma il prezzo resta cruciale, perché non si vuol scendere al di sotto del valore degli asset della compagnia, ossia di tutti i suoi bene e le risorse che possiede, che hanno valore di mercato. La Commissione europea, attraverso gli uffici dell’Antitrust, sta vigilando su tutta l'operazione, per garantire trasparenza e per non avere effetti negativi in termini di concorrenza e mobilità.
Attualmente, la situazione geopolitica, sta influendo moltissimo sui profitti del settore dei trasporti aerei, a cominciare dall'impennata del costo del carburante per i velivoli dovuta al conflitto tra Stati Uniti e Iran. Spirit ha già dichiarato fallimento: la compagnia aerea low-cost americana ha cessato l'attività a maggio. Però easyJet è la seconda compagnia low-cost in Europa dopo Ryanair e non se la passa male. Il 2025 si è chiuso con profitti al +9% grazie anche ai pacchetti vacanze venduti con easyJet Holidays. La compagnia, infatti, non fa solo attività di trasporto: possiede anche questa divisione-vacanze aggiuntiva, che contribuisce al suo valore complessivo e genera una parte consistente degli utili totali. E rientrano in questo valore totale anche la flotta, gli ulteriori aeromobili ordinati e in arrivo, c'è il patrimonio costituito dagli slot aeroportuali in cruciali scali d'Europa. Certo, i numeri del 2026 potrebbero non essere floridi come quelli del 2025, dato l'impatto della situazione in Medio Oriente, che certamente ha generato delle perdite.
Ma quali sono le intenzioni di Castlelake? Il fondo americano ha chiarito di non voler smembrare la compagnia, spezzettandone gli asset. Preoccupati da questo aspetto, anche alcuni addetti ai lavori interrogati dal Corriere hanno specificato: "Vogliamo la garanzia scritta che non ci sarà alcuno smembramento".
E Dudley Shanley, head of Aviation and travel research di Goodbody, ha aggiunto: "Per un investitore come Castlelake, easyJet rappresenta di fatto un insieme di asset costituiti da aeromobili, ordini in portafoglio e slot aeroportuali. Il valore contabile netto degli aeromobili e dei pezzi di ricambio in bilancio alla fine del primo semestre ammontava a 5,7 miliardi di euro. A questi si aggiungono i 287 jet ordinati che hanno tempi di consegna con un valore strategico significativo in un momento in cui i produttori soffrono di limitazioni della capacità produttiva. Oltre a ciò, easyJet possiede anche un portafoglio di slot di atterraggio in aeroporti congestionati".
Insomma: scorporare easyJet e rivenderla "a pezzi" varrebbe di più di quanto Castlelake sta offrendo. L'offerta attuale sarebbe dunque molto inferiore rispetto a quella che genererebbe una cessione separata delle diverse attività.
Il futuro della compagnia resta incerto: cruciale resta la data del 5 luglio, quella entro cui è attesa l'offerta definitiva. Il termine scade alle ore 17:00, fissato per consentire a Castlelake "di elaborare una proposta ancora migliore e di rispondere alle preoccupazioni del consiglio di amministrazione circa l'effettiva fattibilità dell'operazione", come c'è scritto in un comunicato della compagnia aerea.