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Voli EasyJet a rischio per l’estate, il CEO Jarvis rassicura: “Fino a metà maggio non abbiamo preoccupazioni”

Easyjet sembra rimanere positiva in uno scenario sempre più drammatico per le compagnie aeree: il Ceo Jarvis ha infatti affermato che non hanno intenzione di cancellare voli nei prossimi mesi e la crisi carburante ha avuto ripercussioni più che altro sul loro profitto a causa dell’aumento dei prezzi.
A cura di Elisa Capitani
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Non è certo un periodo semplice quello che stanno vivendo le compagnie aeree, che si trovano ad affrontare crisi carburante e tratte bloccate per ragioni di sicurezza da quando la situazione in Medio Oriente è degenerata con lo scoppio della guerra in Iran. La situazione è davvero critica: l'Associazione Internazionale dei Trasporti Aeroportuali (IATA) ha infatti dichiarato che la scorsa settimana il prezzo medio del carburante per aerei si aggirava attorno ai 195 dollari al barile, un prezzo nettamente superiore agli 87 dollari prima dello scoppio del conflitto. Se alcune compagnie, come Ryanair, hanno deciso di razionare le scorte limitate di cherosene e cancellare voli anche in Europa, altre invece cercano di barcamenarsi rimanendo il più possibile "positive". È il caso di Easyjet, il cui CEO Kenton Jarvis ha rilasciato una dichiarazione che sembra allontanarsi da quelle drastiche di altri dirigenti, spiegando che "la compagnia si sente fiduciosa nella propria fornitura di carburante". Le forniture di carburante, infatti, sono rimaste nella norma e non è prevista alcuna cancellazione di voli nel futuro immediato, e Jarvis ha affermato: "Abbiamo visibilità fino a metà maggio e non abbiamo alcuna preoccupazione".

Ma il problema principale, e questo vale per tutti, non è solamente il prezzo del carburante, quanto proprio la possibilità di trovare le forniture se il conflitto dovesse protrarsi ancora per altri mesi in futuro. Anche riguardo a questo punto, però, Easyjet rimane fiduciosa. La compagnia ha spiegato che pur avendo coperto circa il 70% del proprio fabbisogno per il resto dell'anno finanziario, quindi fino a settembre post estate, la domanda dei clienti resta comunque forte. Alcuni ovviamente preferiscono prenotare per più tardi, forse anche perché non sono conosciuti tutti i diritti in caso di cancellazione.

Ad ogni modo, il periodo pasquale è stato uno dei più intensi e fruttuosi di sempre per Easyjet, come spiega il CEO, e "l'aumento delle attività operative in vista dell'alta stagione estiva prosegue come previsto". L'impatto della guerra in Iran e della crisi carburante sembra aver influito, più che sulla certezza di voli cancellati e prenotazioni, sul profitto diretto di Easyjet, che ha speso infatti 25 milioni di sterline in più per il carburante.

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