Dolomiti prese d’assalto: chilometri di fila solo per fare la foto col krapfen virale sui social

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TikTok @dali.lalaaa
Tutti al Rifugio Friedrich August per mangiare il krapfen virale: la conseguenza è la fila chilometrica di persone a caccia di una foto acchiappalike.

Se tutti vanno sulle Dolomiti a mangiare l'ormai famoso krapfen che viene servito al Rifugio Friedrich August ai piedi del Sassolungo, devi andarci anche tu. Il locale situato a 2.300 metri tra il Col Rodella e il Passo Sella è diventato virale sui social per questo prodotto, la sua specialità: è un dolce ripieno di crema e ricoperto di zucchero a velo.

A renderlo ancora di più unico c'è il modo in cui viene servito: decine e decine di dolcetti appena sformati, profumatissimi, disposti in fila su un lungo bancone di legno. Sui social sono centinaia i video e le foto con la stessa identica immagine.

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TikTok @emilyseatsss

C'è chi si reca in montagna appositamente per assaggiarlo, anche se non è fan del trekking e delle passeggiate nella natura, all'aria aperta. Escursionisti e non si recano lì in massa e in questi giorni la suddetta "massa" ha raggiunto dimensioni spropositate.

I video più recenti testimoniano code chilometriche: tutti in fila, in attesa, pur di arrivare al rifugio e scattare la fatidica foto ricordo, rigorosamente da pubblicare sui social immediatamente. Non è turismo gastronomico: è la sua estremizzazione.

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TikTok @anaramona19

Consultando le testimonianze recenti su TikTok, c'è quella di Ana Ramona, di 4 giorni fa:

Siamo andati al Rifugio Friedrich August la mattina perché volevamo provare le loro famose ciambelle prima che finissero. I prezzi erano davvero molto ragionevoli. Abbiamo pagato 10 € per quattro caffè e una ciambella costava 3 €. Il posto in sé è assolutamente meraviglioso. Siamo arrivati ​​intorno alle 9:30 e c'erano ancora ciambelle disponibili, e anche quando siamo andati via alle 10:30, ne avevano ancora qualcuna.

Sì perché tra le recensioni negative c'è proprio questa: le persone sono talmente tante, che i krapfen di solito finiscono già a metà mattina! Dura la critica anche di @jack_ianac_ci, i cui video hanno fatto il giro del web. È stato il primo a testimoniare gli episodi di questi giorni, documentando le file chilometriche:

E io che pensavo era intelligenza artificiale, invece è gregge reale.

La mania della condivisione social ci è decisamente sfuggita di mano e l'overtourism è la piena espressione di questa caccia ossessiva al like: si è disposti a tutto pur di fare lo scatto perfetto, pur di fare la foto dove la fanno gli influencer, pur di dire "io lì c'ero". Nell'era delle vite vissute perennemente online, un'esperienza non è davvero valida se non ha l'approvazione social: se non la posti, è come se non fosse mai realmente accaduta.

E questo genera anche una certa ansia, come ha spiegato la psicologa Elisa Marcheselli a Fanpage.it, perché il like diventa l'unico strumento per giudicare il proprio successo, il proprio valore: "I like che noi riceviamo per ogni foto o video, attivano nel nostro cervello il circuito della dopamina, un neurotrasmettitore in grado di procurarci piacere e anche dipendenza. E funziona esattamente come una droga: più like ricevo, più dopamina viene rilasciata e più avrò voglia di condividere e usare i social".

Si parla non a caso di turismo performativo: chi va in vacanza seguendo un trend , in base alla popolarità di quel posto, in base alle foto che potrà scattare e ai contenuti che potrà condividere. Il rischio è perdere completamente l'essenza vera di un viaggio, la bellezza della scoperta, che diventa una rincorsa, una caccia ossessiva di massa.

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