Sfilate Primavera/Estate 2027

Marco Rambaldi: “Creo vestiti che rappresentano identità diverse per dare voce anche a chi vive al margine della società”

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Alla Milano Fashion Week sfila la collezione Primavera/Estate 2027 di Marco Rambaldi. Il designer racconta a Fanpage.it come crea abiti che diventano un “atto politico”

"Per la Primavera/Estate 2027 siamo partiti dal concetto di casa come rifugio in cui essere noi stessi, come luogo di appartenenza", cosi Marco Rambaldi introduce e racconta a Fanpage.it la nuova collezione presentata alla Milano Fashion Week. Nonostante sia uno spazio intimo e così privato, nella visione del designer la casa può diventare un luogo "utile per potersi scoprire e per poter performare. Non sempre, infatti, abbiamo questa possibilità nel mondo esterno". Tutto ciò si traduce in una serie di look su cui spuntano lavorazioni crochet (divenute ormai icona del brand), motivi floreali, stampe pet che rimandano alla dimensione casalinga e ancora capi in pelle patchwork, su cui i lembi dal colore metallico sono uniti insieme con intrecci all'uncinetto.

Nel backstage dello show milanese lo stilista ci racconta da dove nasce l'idea di riportare la moda all'interno di uno spazio familiare e "casalingo", che possa trasformarsi in un posto sicuro in cui poter esprimere la propria essenza attraverso abiti che diventano un atto politico. Nel panorama moda italiano Rambaldi è uno dei pochi designer che continua con caparbietà a proporre la sua visione coraggiosa attraverso collezioni capaci di sorvolare le tendenze del momento e la distinzione netta tra i generi. Il designer è stato anche uno dei primi a proporre capi no gender e a scegliere corpi non conformi a cui far indossare le propri creazioni in passerella. Oggi sembra rimasto l'ultimo dato che – a giudicare dalle recenti sfilate di Milano – tali corpi sono scomparsi dai catwalk. Gli show di Marco Rambaldi restano uno dei pochi momenti della fashion week italiana in cui la diversità è rappresentata in maniera reale e non "solo per moda", un luogo in cui sfilano persone comuni di ogni età ed etnia o ancora esponenti della comunità queer come anche sportivi e volti celebri che non fanno parte del fashion system.

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Un look dalla collezione Primavera/Estate 2027 di Marco Rambaldi

Qual è stato il punto da cui sei partito per disegnare la tua collezione Primavera/Estate 2027?

Il punto di partenza è stata Virginia Woolf e il suo saggio "Una stanza tutta per sé", in cui si rivendicava la necessità di avere uno spazio per poter scrivere, per aver modo di dire quello che si vuole, in un momento storico in cui la scrittura era dominata dagli uomini, c'è dunque tutto un discorso legato al femminismo.  

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Un look dalla collezione Primavera/Estate 2027 di Marco Rambaldi

Come riesci a raccontare tutto questo con gli abiti?

Abbiamo abbracciato questi concetti, per poi allargare lo sguardo e raggiungere, attraverso la moda, la nostra community, per poter dare a tutti la possibilità di avere una propria identità, un proprio luogo nel mondo attraverso quello che facciamo ovvero gli abiti. Ho voluto riscrivere i nostri slogan, che troveremo nelle t-shirt, ma anche tentare una riscrittura dei codici del brand a livello materico, ad esempio tramite il fatto a mano e le lavorazioni all'uncinetto.

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Un look dalla collezione Primavera/Estate 2027 di Marco Rambaldi

Le lavorazioni crochet sono un elemento ricorrente nei tuoi abiti, come le hai utilizzate in questa collezione?

Nei primi look dello show vediamo i tessuti vintage all'uncinetto, che recuperiamo, rigeneriamo e che poi tagliamo a cartamodello per farli diventare dei nuovi capi, per dargli una nuova vita, allo stesso tempo li lavoriamo per dargli forme diverse, andando a creare dei cuori e dei fiori che vengono anche mixati e uniti tra di loro attraverso ricami fatta a mano. Questa tecnica l'abbiamo utilizzata anche nei capi in pelle, come nei pantaloni e negli accessori, in cui tutti i pezzi di pelle vengono uniti con inserti fatti all'uncinetto, in modo da trasformare una lavorazione funzionale in un dettaglio estetico.

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Un look dalla collezione Primavera/Estate 2027 di Marco Rambaldi

In un sistema moda contemporaneo molto complesso come riesci a rimanere indipendente e portare avanti la tua visione?

Continuiamo ad essere indipendenti e forti, a volte diventa difficile ma rimanere noi stessi è una prerogativa fondamentale, sia dal punto di vista creativo sia dal punto di vista della manodopera e dell'artigianato. L'artigianato e il mondo del fatto a mano, come i tessuti all'uncinetto, richiedono dei tempi che sono più lunghi rispetto a quelli imposti dall'industria moda per come la conosciamo. Rimanendo indipendenti cerchiamo di ritagliarci quello spazio e quel tempo per non snaturarci e per poter utilizzare la moda anche come un messaggio politico, come un messaggio sociale, cosa che per noi è fondamentale. Non amo fare qualcosa tanto per fare, non desidero fare dei vestiti che siano solo fini a se stessi, cerco di creare vestiti e look che possano rappresentare diverse identità e che possano dare anche voce a persone che vivono al margine della società, persone che spesso non hanno modo di potersi esprimere. Ecco con i miei abiti vorrei offrire  a tutti l'occasione di potersi esprimere.

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Un look dalla collezione Primavera/Estate 2027 di Marco Rambaldi

L'abito diventa dunque un simbolo, un gesto politico?

Assolutamente. Per noi è importante, l'abbiamo sempre fatto fin dall'inizio e cerchiamo di mantenere questa linea in ogni collezione, approfondendo la cosa di volta in volta attraverso mood diversi negli abiti, che sono sempre molto forti e cercano di andare ad abbracciare la nostra community queer, di dargli voce, dando allo stesso tempo voce anche ai carryover della nostra collezione, in modo che tutto possa combaciare nella maniera più giusta possibile.

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Lo stilista Marco Rambaldi
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