Storie di viaggio e avventure in giro per il mondo

Jessica Gasperini al Polo Nord per vedere gli orsi polari: “12 giorni in nave fino all’82° parallelo, pochi ci arrivano”

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Instagram @jessica_gasperini
Il viaggio del 2018 in Tanzania le ha fatto capire di non voler più smettere di scoprire il mondo: Jessica Gasperini racconta i suoi viaggi a Fanpage.it.

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I social hanno cambiato il modo di viaggiare, orientandolo alla spettacolarizzazione, allo sfoggio, al like di approvazione da ottenere a ogni costo. Lo dimostrano le foto tutte uguali scattate negli stessi posti, lo dimostrano le file chilometriche per raggiungere quel determinato luogo solo perché ne parlano tutti. Ma c'è chi, a dispetto di questo trend, porta avanti un modo di viaggiare molto più autentico, personale, vero. Jessica Gasperini volontariamente sceglie destinazioni poco battute, lontane, che effettivamente in pochi possono dire di aver raggiunto. Va anche nelle mete più frequentate, ma trova il modo per scoprirne gli angoli più sconosciuti, meno turistici, così da entrare davvero in connessione con quel mondo e portarlo con sé per sempre, facendosene arricchire. A Fanpage.it ha raccontato i suoi viaggi in giro per il mondo: ogni partenza è abbinata a un'altra grande passione, la fotografia, in particolare degli animali.

Jessica, quando è nata la tua passione per i viaggi?

Sono abituata a viaggiare da quando sono piccola, perché i miei genitori mi spedivano in colonia quando avevo 7-8 anni. Io non volevo andarci all'inizio, perché ero una bambina molto timida, chiusa e invece li devo ringraziare, perché grazie a quell'esperienza, grazie a quei micro viaggi iniziali, sono cambiata. Ho imparato a essere indipendente, a fare le cose da sola: mia madre mi chiama "la nomade" da quando ho sviluppato questa passione.

Qual è stato quel viaggio che ti ha fatto capire di non volerti più fermare?

Nel 2018 sono stata in Tanzania, un viaggio tutto organizzato da me, da sola. E da lì non mi sono più fermata. Ho fatto altri viaggi intercontinentali, che sono impegnativi anche dal punto di vista economico, quindi per permettermeli e partire ho comunque un lavoro stabile. Sono infermiera di pronto soccorso. Viaggiare resta una passione, non voglio farne un lavoro: infatti le foto che scatto non le vendo, anche se potrei. La fotografia è sempre stata una mia passione. Durante il Covid non potendo viaggiare non sono stata bene. psicologicamente. In quel periodo ho conosciuto un fotografo che organizzava viaggi in Italia per fotografare gli animali. Ci ho provato, mi è piaciuto e da lì non ho più smesso. Quindi a volte viaggio solamente per viaggiare, a volte viaggio proprio per fotografare gli animali.

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Dove sei stata di recente?

L'anno scorso sono stata in Guatemala. Poi al Polo Nord. Quel viaggio è stata una pazzia! Veniva da un brutto periodo, era una meta che volevo fare da un sacco di tempo: mi sono lasciata dopo 16 anni e ho preso la palla al balzo. Era il momento giusto. Non avendo testa per organizzare tutto da sola, mi sono fatta aiutare da un signore che ha un'agenzia e organizza solo questo tipo di viaggi. Sono partita senza neanche leggere l'itinerario, mi sono buttata, è stato tutto una sorpresa. È stata un'esperienza assurda. Su Instagram tante persone mi hanno criticato, mi hanno scritto: "È solo ghiaccio". Beh sì, è vero, è solo ghiaccio per chi lo vede solo ghiaccio. Io sono arrivata fino all'82° parallelo nord: è una cosa che pochissime persone al mondo possono dire di aver fatto. Sono stata 12 giorni su una nave, ero l'unica italiana e non parlo nemmeno bene l'inglese. C'erano persone di tutto il mondo, 90 nazionalità diverse a bordo e ho fatto amicizia con tutti. Sono partita da Roma e sono arrivata a Long Bay, lì mi sono imbarcata su questa nave rompighiaccio. Sono stata molto fortunata a fare questo giro in nave, perché da terra non si ha la possibilità di vedere tutto quello che che ho visto io. È una prospettiva privilegiata. Poi comunque noi facevamo base sulla nave, ma potevamo scendere e fare appunto escursioni, avvicinarci e addentrarci all'interno del ghiacciaio. La temperatura più alta che ho trovato erano 7° a Longyearbyen. Non funzionavano né la localizzazione né le mappe, ogni tanto usavo il Wi-Fi, altrimenti ero scollegata dal mondo, ma non mi importava: io sono stata 24 ore su 24 con la macchinetta fotografica in braccio. Uno dei principali obiettivi di questa spedizione era vedere gli orsi polari.

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Cosa hai provato quando li hai visti?

Una sensazione bellissima. È bellissimo vedere un animale libero nel suo ambiente naturale, non in un santuario o in uno zoo. Ti dà i brividi dalla testa ai piedi. Non riuscivo neanche a parlare, mi tremavano le mani. Uno dei motivi per cui ho voluto fare questo viaggio è che a causa del riscaldamento globale, non so se questi animali tra qualche anno ci saranno ancora. La stessa cosa vale per le tigri che ho visto in India. L'essere umano sta cancellando l'habitat di alcuni animali che tra qualche anno sarà quasi impossibile vedere.

Ma una volta che ti trovi davanti all'oceano glaciale artico, poi cosa si prova quando si torna a casa?

Devo essere sincera: viaggiare mi fa bene e mi fa male, perché poi quando torno a casa non sono felice. Io poi faccio l'infermiera di Pronto Soccorso, è un lavoro pesantissimo e quindi quando viaggio mi rendo conto che è proprio la mia passione, perché mi permette di scappare da quella che poi effettivamente è la mia vita pesante, ma poi quando rientro è tosta. Tante volte mi hanno chiesto: "Perché non vendi le foto?". Non le vendo proprio perché io voglio che rimanga una passione, voglio continuare a farlo in maniera spensierata. Se lo trasformassi in un lavoro, se dovessi vendere le foto, sarei costretta a fare la foto perfetta. Ora invece quando viaggio se tiro fuori la foto bene, se non la tiro fuori chi se ne frega.

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Un posto che porti nel cuore, che ti è rimasto impresso particolarmente?

A modo loro tutti. Il Guatemala per i vulcani. Il Polo Nord per gli orsi polari e poi perché a livello paesaggistico è bellissimo. Sono stata in Islanda nel 2019 e lì ho visto i ghiacciai. Quando sono stata alle Maldive nel 2021 sono stata sulle isole dei pescatori, perché volevo vedere le Maldive autentiche, quindi non tramite resort. Lì ti fai la vacanza, però non è viaggiare. Sono stata una settimana su questa isola di pescatori, quindi con le persone locali. Lì non è come nei resort: devi rispettare la loro cultura, non puoi uscire svestita o in bikini perché sono musulmani. Ma il bello di viaggiare è anche questo: conoscere altre culture, che devi rispettare. Ho visto i Caraibi. Sono stata in Thailandia l'anno scorso. Lì stranamente ho fatto un itinerario proprio turistico, ma non per mia volontà: lo aveva scelto la persona che era con me. Mi è piaciuto comunque molto, sono posti bellissimi.

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Il fatto che tu distingua viaggio e vacanza, il fatto che cerchi luoghi volutamente meno frequentati, mi fa pensare che quindi un'alternativa all'overtourism esista, che con un po' di impegno sia possibile….

I social hanno rovinato e cambiato la mentalità del viaggio: si fa per far vedere agli altri che sei anche tu in quel posto. L'essere umano sta andando in quella direzione, è un fenomeno irreversibile, ma non dovrebbe essere così. È per questo che non faccio i soliti viaggi, scelgo posti meno conosciuti. Vorrei fare il Kazakistan, il deserto del Mangystau, vorrei fare Socotra: anche a livello paesaggistico sono posti incontaminati. Il bello del viaggio è anche quello, vedere posti che effettivamente sui social non vedi tutti i giorni. Pensa a Nusa Penida: in Indonesia accettiamo di distruggere l'ambiente per costruire degli ecomostri per i turisti, affinché possano raggiungere posti che dovrebbero rimanere irraggiungibili. Costruiamo resort, città, strade anche a costo di distruggere certi habitat. Questo ha un impatto anche sugli animali. È per questo che cerco il più possibile di vedere animali che tra un po' di tempo potrebbero anche non esistere più.

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