Storie di viaggio e avventure in giro per il mondo

Elisa e Luca, una vita in viaggio tra i ghiacci: “In Siberia abbiamo aiutato i Nenets a pascolare le renne”

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Elisa abbraccia un Husky durante uno dei suoi viaggi
Quando Elisa ha conosciuto suo marito Luca, l’amore per i viaggi e quello per la fotografia si sono uniti. Il risultato sono anni di viaggi tra Antartide e Artico, segnati da una passione che oggi è diventata un lavoro.

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Una passione per i viaggi e un'attrazione verso i luoghi più freddi, che Elisa nutre fin da quando ne ha memoria, e la passione per la fotografia di suo marito Luca: questi sono stati gli ingredienti fondamentali per costruire una vita di viaggi nei luoghi più inesplorati della Terra. Sono partiti dal sole caldo del Kenya, la loro prima avventura insieme, per poi scoprire l'amore per il ghiaccio. Da qui ha avuto origine una lunga serie di spedizioni in Antartide e nell'Artico, di incontri con animali straordinari e di reportage realizzati immergendosi nella quotidianità delle popolazioni locali. Chi decide di raccontarci i propri viaggi estremi di frequente parla di spedizioni nel deserto. A incuriosirci è stato proprio questo forte e insolito legame con i luoghi dove, al posto della sabbia, dominano neve e ghiaccio, e abbiamo chiesto a Elisa e Luca di parlarci di cosa ha reso loro e l'Antartide così inseparabili.

Da cosa nasce questo amore per l'Antartide e per l'Artico? 

Io e mio marito siamo sempre stati attratti da questi luoghi un po' remoti, ai confini del mondo, dove non mette piede quasi nessuno praticamente, dov'è la natura incontaminata a comandare. Quando siamo arrivati la prima volta in Antartide ci sembrava di essere su un altro pianeta. Gli orizzonti sconfinati, il ghiaccio, la maestosità della natura, i colori pastello dell'alba e del tramonto, l'aurora boreale, sono tutte cose che ci hanno rubato il cuore e che, anche dopo tanto tempo, ci spingono a tornare ogni anno.

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Luca in posa davanti al paesaggio dell'Antartide

Quando siete in quei luoghi, dove dormite? 

Quando andiamo in Antartide è tutto via nave, quindi si parte dall'Argentina, si attraversa il passaggio di Drake, conosciuto anche come il passaggio più agitato del mondo, e si dorme sempre in nave. Poi si scende a terra e si fanno escursioni giornaliere, ma durante i pasti e per la notte si rimane a bordo della nave. La stessa cosa vale per l'Artico.

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Le acque ghiacciate che hanno catturato il cuore di Elisa e Luca

E la quotidianità come si vive durante questi viaggi? 

Durante il giorno siamo sempre fuori, siamo magari in gommone a cercare pinguini, balene o foche, oppure anche ad ammirare gli iceberg da vicino con le loro mille forme e sfumature di blu. A volte scendiamo proprio sul continente antartico e andiamo un po' in esplorazione di questi luoghi così remoti. Quando andiamo nell'Artico più o meno è la stessa cosa, ma li facciamo più trekking a terra, perché lì il paesaggio è più libero da ghiaccio e neve ed è più semplice camminare.

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Una foca fotografata da Luca per uno dei suoi reportage

Siete anche entrati in contatto con diverse popolazioni locali, come ci si approccia in quei casi? 

Sono tanti anni che andiamo nella terra dei Sami in Lapponia, abbiamo avuto modo di conoscerne diversi con i quali siamo ancora in contatto, oltre a vivere la loro quotidianità e approfondire la loro cultura. La stessa cosa anche con gli Inuit in Groenlandia. Quelli con cui abbiamo trascorso più tempo sono i Nenets, in Siberia: abbiamo proprio vissuto nelle loro tende, li abbiamo aiutati nelle loro faccende quotidiane, quindi a pascolare le renne e andare a raccogliere l'acqua nel fiume congelato. Sono popolazioni molto diverse tra loro, i Sami ad esempio vivono anche in un contesto più moderno, hanno le comodità odierne, mentre i Nenets sono legati a radici più antiche, sono un popolo nomade che segue la transumanza delle renne.

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Le tende dei Nenets in Siberia fotografate da Elisa

Quando entrate in contatto per la prima volta con loro c'è qualcuno che vi introduce o fate da soli? 

Con i Sami abbiamo fatto tutto da soli, siamo andati a dei loro festival e pian piano ci siamo fatti in strada nella loro cultura conoscendoli. Ci siamo fatti avanti noi, diciamo, poi abbiamo approfondito anche tramite conoscenze in comune e in loco. Per quanto riguarda i Nenets, invece, avevamo una guida russa che ci ha introdotto, ha cercato una famiglia disposta ad accoglierci nella loro casa e a mostrarci il loro stile di vita. Conquistare la fiducia ovviamente non è sempre semplice, molti sono aperti ai turisti, a mostrare agli altri il loro stile di vita, altri no, non gli interessa, preferiscono rimanere nel loro mondo.

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Delle abitazioni di legno immerse nel paesaggio innevato della Lapponia

Arrivati a questo punto, dopo una vita di viaggi straordinari, si può ancora parlare di dover trovare un equilibrio tra la vita quotidiana e i viaggi o ormai è proprio questa la vostra vita?

A trovare un equilibrio tra viaggi e vita a casa non ci siamo ancora riusciti, e credo che non ci riusciremo mai. Da tre anni a questa parte i viaggi sono diventati la nostra vita e il nostro lavoro, quindi diciamo che passiamo più tempo in viaggio che a casa ormai. Facciamo diversi lavori legati al viaggio, tra cui reportage che scrivo io, mentre Luca si occupa della parte fotografica. Poi organizziamo e accompagniamo spedizioni nell'Artico e in Antartide con un tour operator specializzato, siamo stati tra i primi in Italia a organizzare spedizioni in Antartide per piccoli gruppi di viaggiatori.

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Un pinguino immortalato da Luca

Per concludere, il prossimo viaggio in programma? 

Io sono in partenza per l'Islanda, mentre insieme a Luca partiremo a metà ottobre per due viaggi a Churchill, in Canada, per andare ad ammirare gli orsi polari nel loro habitat naturale.

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Un orso polare fotografato da Elisa mentre si destreggia sul ghiaccio
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