EasyJet accetta l’offerta di acquisizione da 6 miliardi di Castlelake, ma serve l’approvazione dell’UE

Il 5 luglio era stato presentato come una data importantissima per easyJet: il termine ultimo per la presentazione di un'ulteriore offerta da parte di Castlelake. La società di investimento americana fondata nel 2005 è da tempo che dimostra un certo interesse nei confronti della compagnia low cost europea. Si sono susseguite quattro offerte negli ultimi mesi, tutte rifiutate, per cifre pari a circa 5 miliardi di euro. EasyJet ha accusato Castlelake di voler acquistare la compagnia aerea a un prezzo troppo basso, soprattutto considerando tutti gli asset aziendali, ossia il valore totale di mercato di beni e risorse possedute. EasyJet, infatti, non fa solo attività di trasporto: possiede anche una divisione-vacanze aggiuntiva, easyJet Holidays, che vende pacchetti vacanza e che contribuisce coi suoi utili al valore complessivo. E rientrano in questo valore totale anche la flotta di proprietà, gli altri aeromobili in arrivo, gli slot aeroportuali negli scali europei. La preoccupazione principale, era proprio che il fondo americano volesse smembrare la compagnia spezzettandone gli asset, perché rivenderla "a pezzi" varrebbe di più di quanto messo sul piatto.
Nonostante questo pericolo di svalutazione, qualcosa però è effettivamente cambiato con l'offerta del 5 luglio: è stato raggiunto un accordo di principio sull'acquisizione di easyJet da parte di Castlelake, per un valore pari a 5,2 miliardi di sterline ossia circa 6 miliardi di euro (offerta superiore alla precedente da 5,75 miliardi di euro). È un accordo preliminare e non definitivo, nessuna firma: l'affare è lontano dall'essere chiuso. È solo un primo ok da parte del Cda e dei consulenti di easyJet, che si sono resi propensi a raccomandare le nuove condizioni agli azionisti.
Il completamento dell'operazione resta subordinata al completamento della due diligence: serve un'approfondita analisi legale, commerciale, operativa. Ma serve anche l'ottenimento delle autorizzazioni regolamentari necessarie. Infatti il prossimo passaggio per la società di investimento statunitense sarà ottenere l'ok a procedere dall'Unione Europea e solo dopo potrà effettivamente rendere formale e definitiva l'offerta. Il termine ultimo per la formalizzazione è il 3 agosto alle ore 17.00. In caso di esito positivo, la proposta verrà sottoposta al voto degli azionisti. Ecco quindi una nuova data da segnare sul calendario, che potrà rivelarsi decisiva per il futuro della compagnia aerea. Per il momento Castlelake ha dichiarato di voler sostenere la compagnia, contribuire alla sua futura crescita e preservarne gli asset.
Il passaggio con l'UE resta fondamentale, ci sono regole ben precise da rispettare, complicate dalla Brexit, ossia dall'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea. Le normative Ue richiedono che le compagnie aeree operanti nell'Unione siano a maggioranza di proprietà e sotto il controllo di cittadini Ue. Da un lato infatti abbiamo easyJet: è una compagnia britannica con sede nel Regno Unito, ma che opera all'interno dell'Unione Europea. Infatti per continuare a operare liberamente sulle rotte interne all’Unione anche dopo la Brexit, la compagnia a creato EasyJet Europe, controllata con base in Austria. Dall'altro abbiamo il fondo Castlelake, che è invece un soggetto americano, esterno all'UE. Castlelake, quindi, ha potuto avanzare la sua offerta tramite una midco: il 49% è detenuto dallo stesso fondo e da co-investitori, il 51% è in mano a investitori privati europei, non tutti resi noti. I due principali sarebbero Peter Bellew e Mark Breen. Il primo in passato è stato direttore operativo di easyJet e Ryanair, il secondo è stato nei consigli di amministrazione di varie compagnie.