Il caso Royal Pop: perché l’orologio di Swatch e Audemars Piguet è diventato un fenomeno di massa

Ci risiamo, ancora le stesse scene già viste per il Moonswatch. Questo orologio nato dalla collaborazione tra Omega e Swatch è stato qualche anno fa un vero e proprio caso mediatico: persone disposte a ore e ore di fila davanti agli store, pur di accaparrarsi il prezioso modello. Le stesse interminabili code si sono riviste nel weekend per il lancio di Audemars Piguet x Swatch. I due brand unendo le rispettive competenze nel settore orologeria, hanno dato vita al Royal Pop, che ha immediatamente attirato l'attenzione di appassionati e collezionisti. Collaborazioni di questo tipo sono sempre molto ambite per chi è alla ricerca di qualcosa di unico. In questo caso, si tratta di un accessorio che combina la gioiosità colorata di Swatch e l'alta orologeria di Audemars Piguet. La linea comprende otto orologi da tasca in stile Lépine o Savonnette, in due fasce di prezzo: sei modelli venduti a 385 euro e due a 400 euro.
Il prezzo elevato è giustificato proprio dal fatto di essere edizioni limitate, collaborazioni esclusive. Swatch è un nome noto al grande pubblico, mentre Audemars Piguet è qualcosa più di nicchia, un nome prestigioso nell'ambito dell'orologeria di lusso. Il suo prodotto di punta, il famoso Royal Oak, ha un costo di circa 30 mila euro base. In catalogo, ci sono anche versioni ben più costose, per esempio il Royal Oak cronografo premium da 79 mila euro. I prezzi dipendono dai materiali, dalla domanda di mercato, dalla produzione limitata.

Il successo del Royal Pop sta proprio in questa combinazione di fattori. Da un lato è questione di status symbol, di appartenenza a una certa community. Dall'altro c'è un aspetto che non si può negare legato proprio ai social, al hype che generano: TikTok e Instagram amplificano la desiderabilità dell'oggetto, ne parlano come di un must have e puntano molto sull'aspetto della condivisione, del far parte di qualcosa di esclusivo.

Questo porta all'effetto "esserci a ogni costo", per paura di perdersi qualcosa di importantissimo. Persino mettersi in fila per ore, magari dalla sera prima, diventa una parte dell'experience: come fosse un concerto. Esserci significa poterlo testimoniare sui social, il modo più forte per rendere valida un'esperienza. C'è anche da considerare i brand coinvolti. In questo specifico caso c'è la combinazione di accessibilità e lusso: difficilmente chi acquista un Royal Pop potrebbe spendere 79 mila euro per un Royal Oak. Questo prodotto, invece, è il compromesso ideale per entrare in possesso di un pezzo di alta gamma a un prezzo tutto sommato ragionevole.

E qui entra in gioco l'aspetto forse più importante, legato ai soldi: la rivendita. Entrare in possesso di un Royal Pop (ma il ragionamento è stato lo stesso per il Moonswatch ed è lo stesso per tutti i casi simili) significa avere in mano qualcosa che si può rivendere a prezzo maggiorato. Non tutti vogliono il Royal Pop per sfoggiarlo al polso, per renderlo parte della propria collezione personale: diventa un facile modo per guadagnare. Basta dare un'occhiata online, dove fioccano Royal Oak acquistati a 400 euro e rivenduti a 1000.