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Drusilla Foer a Sanremo è la rivoluzione di cui il Festival (e l’Italia) aveva bisogno

Più che una ventata d’aria fresca, la presenza di Drusilla Foer è un vero e proprio tornado: uno schiaffo per chi esultava per l’affossamento del ddl Zan.
A cura di Beatrice Manca
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Finalmente. Il Festival di Sanremo, momento nazional popolare per eccellenza, la gara musicale che riunisce le famiglie sul divano, ha invitato come co-conduttrice Drusilla Foer, poliedrica artista nata dalla fantasia di Gianluca Gori. Finalmente il Festival si è accorto di essere nell'anno 2022 e ha scelto una donna di teatro piena di talento e d'ironia, una signora con i capelli bianchi elegante – anzi eleganzissima, come si definisce lei. Sospettiamo però che Drusilla Foer farà cadere la mascella a un certo tipo di pubblico, a chi ha esultato all'affossamento del ddl Zan, a quelli del "non ci si capisce più nulla" e a chi si aspetta ancora di trovare in tv donne bellissime e mute, giovani e sorridenti, possibilmente tutte uguali. E invece no, Drusilla Foer è diversa: è unica, originale e specchio di un Paese che cambia. Più che una ventata d'aria fresca, è un vero e proprio tornado.

Drusilla Foer sarà la vera rivelazione del Festival di Sanremo

Drusilla Foer sarà co-conduttrice del Festival di Sanremo per una sera insieme ad Amadeus: una nobildonna toscana raffinata e stravagante con la chioma bianca e un invidiabile curriculum. Si definisce "una soubrette anziana", ha un suo spettacolo teatrale (Eleganzissima) ha scritto un libro, ha recitato per Ozpetek e non è affatto nuova alla televisione. Durante la pandemia ha spopolato su Instagram con i video in cui bisticcia al telefono con la governante Ornella. Ha tutte le carte in regola, insomma, per essere la vera stella del palco dell'Ariston: spassosa, colta, chic. Il suo personaggio cammina in equilibrio tra il maschile e il femminile e la verve anticonformista è elegantemente dissimulata tra perle e dolcevita: non una macchietta, non una caricatura, ma un personaggio sfaccettato e irresistibile. Un bello schiaffo in faccia a chi ancora sogna vallette giovani e procaci in grado di stare "un passo indietro agli uomini", per citare un'uscita sanremese non proprio felice.

Drusilla Foer foto di Serena Gallorini
Drusilla Foer foto di Serena Gallorini

Sanremo è lo specchio di un Paese che cambia

Con la presenza di Drusilla Foer a Sanremo Amadeus ha dimostrato grande intelligenza e ha messo a segno un ottimo colpo: far appassionare il pubblico più giovane e più annoiato da Sanremo, che su Twitter ha fatto i salti di gioia. C'è chi la considera la rivincita della comunità LGBTQ+ dopo l'affossamento del ddl Zan e chi corre a cercare un defibrillatore per il senatore Pillon, strenuo oppositore della famigerata (e inesistente) ideologia gender e delle bandiere arcobaleno. Sanremo è il palco più istituzionale d'Italia, il tempio della musica leggera, la medaglia d'onore che ogni cantante sogna di appuntarsi sul bavero. Per una settimana, un intero Paese parla del Festival: nonne e nipoti, genitori e figli, quotidiani e social. Sanremo è lo specchio di un Paese, ma il Paese cambia. Amadeus sa che per rimanere un evento nazionale, Sanremo deve fare i conti con le nuove istanze sociali: lo ha dimostrato con la vittoria dei Maneskin e con le performance di Achille Lauro (bacio a Boss Doms incluso).

Drusilla Foer, foto di Serena Gallorini via Instagram
Drusilla Foer, foto di Serena Gallorini via Instagram

No, il politicamente corretto non c'entra nulla

La rosa delle cinque co-conduttrici di Sanremo 2022 è pensata per mettere tutti d'accordo: oltre a Drusilla Foer ci sono Sabrina Ferilli e Ornella Muti, monumenti nazionali, l'attrice Maria Chiara Giannetta e la collega Lorena Cesarini. Non mancheranno le accuse ad Amadeus di essersi piegato alla fantomatica dittatura del politicamente corretto e di aver accuratamente selezionato un cast che rispetta la diversità etnica e include la comunità arcobaleno. Ma l'Italia che si specchia nel Festival di Sanremo non è tutta bianca ed eterosessuale. Le famiglie che si riuniscono a guardare il Festival sono molto lontane da certi stereotipi pubblicitari e non hanno bisogno di vedere "cinque donne" come se fossero una minoranza protetta, una casella da spuntare ai fini della buona riuscita dello show. Il pubblico vuole vedere persone in grado di farli ridere, emozionare, riflettere (oddio!) e in questo senso Drusilla Foer è una scelta perfetta: è un'artista di talento e un'icona di stile. Viva le signorine snob, le "anziane soubrette" e tutte le donne eleganzissime che non stanno un passo indietro a nessuno.

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Nata a Roma nel 1992 e cresciuta a pane e libri a Viterbo, sono giornalista professionista dal 2019. In tasca una laurea in Editoria e un master in giornalismo alla Scuola Rai di Perugia. Lavoro a Fanpage nella sezione Stile e Trend. Mi occupo di questioni di genere e di moda, con un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale. Prima al Fattoquotidiano.it e Fq Millennium.
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