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Diamanti, perché non sono più i migliori amici delle ragazze? Matrimoni in calo e nuovi desideri, è crisi per il settore

Il mercato dei diamanti grezzi è in crisi. Sempre più persone preferiscono investire in viaggi, case ed esperienze piuttosto che nel matrimonio. Inoltre, i diamanti creati in laboratorio rappresentano un’alternativa più economica e anche eticamente migliori agli occhi di molti.
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"Diamonds are a girl’s best friend", cantava Marilyn Monroe nel film Gli uomini preferiscono le bionde del 1953. Eppure, oltre settant’anni dopo, sembra che il fascino dei diamanti non sia più lo stesso. A dimostrarlo è la crisi che sta attraversando uno dei colossi mondiali del settore: De Beers, storica azienda leader nell’estrazione di diamanti, che nei giorni scorsi ha annunciato la chiusura temporanea di una delle sue miniere in Sudafrica, di Venetia. Si tratta di una decisione che riflette le difficoltà di un mercato in profonda trasformazione. Secondo i dati riportati dal Financial Times, il prezzo dei diamanti grezzi si è quasi dimezzato rispetto al 2022, mentre continua a crescere il mercato dei diamanti prodotti in laboratorio, sempre più apprezzati dai consumatori per il prezzo, la maggiore sostenibilità e la completa tracciabilità. Ma la concorrenza delle pietre da laboratorio è soltanto una delle ragioni dietro il calo d’interesse nei confronti dei diamanti naturali. Cambiano anche le priorità delle persone: ci si sposa meno, si investe in esperienze, viaggi e nella casa, e allo stesso tempo cresce l’attenzione verso le implicazioni etiche e ambientali legate all’estrazione.

Il settore dei diamanti è in crisi

La chiusura temporanea della miniera di De Beers rappresenta il simbolo di una crisi che dura ormai da diversi anni. Secondo il Financial Times, i prezzi dei diamanti grezzi sono scesi di quasi il 50% rispetto ai livelli del 2022. A incidere sono soprattutto tre fattori: il rallentamento della domanda internazionale, in particolare in Cina, le elevate scorte accumulate lungo tutta la filiera e la crescente concorrenza dei diamanti creati in laboratorio. Il mercato cinese, storicamente uno dei principali sbocchi commerciali, sta vivendo un forte ridimensionamento, dove i matrimoni sono in calo del 6,2% in meno rispetto al 2024 e circa la metà rispetto al 2017, e di conseguenza anche i prezzi continuano a risentirne. Il valore medio dei diamanti grezzi venduti da De Beers è passato da 152 a 142 dollari per carato, con un calo del 7%. Non tutte le gemme, però, stanno subendo lo stesso destino: i diamanti di grandi dimensioni, particolarmente rari e destinati al mercato del lusso, continuano a mantenere quotazioni elevate, mentre quelli di fascia media e bassa sono i più penalizzati dalla competizione con le alternative di laboratorio, praticamente indistinguibili a occhio nudo ma molto meno costose.

Perché i diamanti interessano sempre meno

Se per decenni il diamante è stato il simbolo della proposta di matrimonio, oggi questa tradizione sta perdendo la sua centralità. In primo luogo, le persone si sposano sempre meno, sia perché il matrimonio non viene più considerato un passaggio obbligato della vita di coppia, sia per motivi economici. Organizzare un matrimonio rappresenta infatti una spesa importante, che si sta alzando sempre di più, e molte coppie preferiscono usare risparmi e risorse per altri progetti: le priorità stanno cambiando. In un contesto in cui acquistare una casa è sempre più difficile e il costo della vita continua ad aumentare, molti scelgono di investire i propri risparmi nell’acquisto di un immobile, nei viaggi o in esperienze personali, piuttosto che in un gioiello destinato a mantenere soprattutto un valore simbolico. A influenzare le scelte delle persone è anche una crescente sensibilità verso le questioni etiche e ambientali.

Selezione di diamanti in un laborotorio
Selezione di diamanti in un laborotorio

Da anni il settore dei diamanti è associato al problema dei cosiddetti blood diamonds o diamanti insanguinati in italiano, pietre estratte in aree di conflitto e utilizzate per finanziare guerre, spesso attraverso lo sfruttamento della manodopera e gravi violazioni dei diritti umani. Per contrastare questo fenomeno, dal 2003 è stato introdotto il Kimberley Process, un sistema internazionale di certificazione che ha l’obiettivo di garantire che i diamanti provengano da canali legali e siano conflict-free. A questo si affiancano anche le certificazioni rilasciate da istituti riconosciuti a livello mondiale, come GIA (Gemological Institute of America) o IGI (International Gemological Institute), che attestano autenticità e provenienza della pietra. Inoltre, i diamanti creati in laboratorio stanno crescendo e iniziando a dominare il mercato. Sono in effetti uguali: hanno infatti la stessa composizione chimica, la medesima struttura cristallina e le stesse caratteristiche ottiche dei diamanti naturali, perché vengono prodotti in ambienti controllati che riproducono le condizioni di pressione e temperatura presenti nel sottosuolo terrestre. Oltre a costare molto meno, offrono alcuni vantaggi sempre più apprezzati dai consumatori: sono completamente tracciabili, eliminano il rischio di finanziare conflitti o violazioni dei diritti umani e riducono significativamente l’impatto ambientale legato agli scavi e alle attività estrattive.

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