Roddick smonta la teoria del tennis noioso di Sinner: “Siamo privilegiati. Dovremmo essere grati”

Di Jannik Sinner se ne parla in ogni angolo del mondo. I toni sono sempre gli stessi. Non può essere altrimenti. Jannik vince sempre, è tornato numero 1, ha infilato cinque 1000 uno dietro l'altro, e senza Alcaraz infortunato, al di là della classifica, ha l'opportunità di fare un bottino clamoroso in questo 2026 che si prevede magico. Del tennista altoatesino ne parla spesso, in modo più che elogiativo, Andy Roddick, ex numero 1 ATP, che facendo un parallelo con Alcaraz per Sinner ha usato la parola algoritmo.
"La storia si sta scrivendo sotto i nostri occhi"
Partendo dalla finale di Madrid nell'ultimo episodio del suo podcast Andy Roddick ha parlato anche del dominio di Sinner e ha attaccato chi parla di dominio noioso di Sinner. Il suo interlocutore ha provato ad alzare i toni dicendo che c'è chi sostiene che Jannik affronta giocatori non di altissimo livello e che il tennis deve essere salvato. L'americano si è infuriato ed ha argomentato nella difesa dell'italiano dicendo che: "Se qualcuno si annoia con Sinner è perché non sta guardando realmente la complessità e il livello del suo gioco. La storia si sta scrivendo sotto i nostri occhi. Non dobbiamo lamentarci, ma essere grati. Abbiamo il privilegio di assistere alla storia in divenire".

"Sinner è come un algoritmo, è come l'IA"
In fondo la storia del tennis è anche questa. Grandi rivalità e periodi di grandi domini. Ci sono state stagioni in cui Federer ha vinto tre Slam su quattro e fatto incetta di ogni titolo possibile sul veloce, così come Djokovic, mentre Nadal ha avuto stagioni dove ai trofei sul rosso ha aggiunto quelli sul duro o sull'erba.
Partendo da alcune dichiarazioni di Zverev che Roddick, vincitore degli US Open 2003, ha mostrato di apprezzare: "Ho parlato con lui tempo fa, è un ragazzo consapevole sa che la sua carriera sarà definita dall'eventuale successo in una vittoria dello Slam", si è tornati a parlare ancora una volta di Sinner e Alcaraz, che sono stati messi a paragone: "Jannik anche se gioca male batte comunque la maggior parte dei tennisti. Contro lui se non sei al massimo vieni schiacciato. Alcaraz è più un arista, se tutto si incastra è spettacolare. Sinner è come un algoritmo, non in senso negativo. Ora è come una IA: impara cose nuove in tempo reale e si adatta evolvendosi continuamente".