L’Arsenal ha usato mezzi da Terza Categoria contro l’Atletico per arrivare in finale di Champions

L’Arsenal ha conquistato una vittoria di misura contro l’Atlético Madrid, imponendosi 1-0 nel ritorno della semifinale di Champions League. Dopo l’1-1 maturato all’andata in Spagna, il successo ha permesso ai londinesi di staccare il pass per la finale, la seconda nella loro storia.
Il finale è stato particolarmente acceso e ha visto un episodio decisamente fuori dal comune: nei minuti conclusivi, alcuni giocatori dell’Arsenal, che in quel momento non erano in campo, hanno nascosto o lanciato via i palloni per rallentare la ripresa del gioco, una scena rara a questi livelli. Insomma, mezzi da Terza Categoria per arrivare in finale di Champions. Quando si dice, "tutto il mondo è paese".
Non è stato l'unico episodio che ha fatto discutere. Alcune situazioni hanno visto protagonista anche Mikel Arteta, che lasciava scorrere via il pallone che gli passava vicino per poi rincorrerlo e prendere tempo prima della ripresa del gioco, e alcuni componenti della panchina dei Gunners, che si erano posizionati vicino alla linea per intralciare la corsa degli avversari che avrebbero voluto velocizzare il gioco per provare a pareggiare.
Palloni nascosti e comportamenti antisportivi dell'Arsenal nei minuti finali contro l'Atletico
Inoltre, Martinelli è stato accusato di aver rallentato la ripresa del gioco calciando il pallone tra il pubblico, mentre il portiere di riserva Kepa avrebbe respinto con un calcio il pallone una volta restituito in campo, contribuendo ad aumentare la tensione del momento.
Tutti questi episodi hanno fatto rapidamente fatto il giro dei social, scatenando ironie e discussioni tra i tifosi delle due squadre di tutti gli appassionati che hanno seguito la sfida dell'Emirates Stadium.

Come se non bastasse, l'Atlético Madrid avrebbe accusato l’Arsenal di aver adottato comportamenti poco corretti anche fuori dal campo. La squadra spagnola, infatti, avrebbe raggiunto lo stadio senza una scorta adeguata per gran parte del tragitto dall'albergo, trovandosi in mezzo a momenti di tensione e disordini provocati da alcuni tifosi di casa nei pressi dell'Emirates.
Un finale di doppio confronto non proprio all'insegna della sportività che fa capire una cosa: quando tocca raggiungere un obiettivo, non è importante che tu sia un club inglese, italiano o spagnolo, si prova qualsiasi cosa pur di riuscirci.