Rafa Nadal su Netflix mostra per la prima volta il piede deformato: è la rara sindrome di Müller-Weiss

Il documentario Netflix su Rafa Nadal non racconta solo la vita e la carriera di una leggenda del tennis. Mostra il prezzo fisico pagato per restare al vertice per quasi vent'anni. Le immagini del piede deformato rendono tangibile ciò che per anni era rimasto invisibile: una malattia cronica degenerativa che avrebbe potuto fermarlo molto prima. Nella pellicola in uscita il 29 maggio il campione spagnolo espone per la prima volta l'arto sinistro compromesso dalla sindrome di Müller-Weiss, la rarissima patologia involutiva che ha tormentato il maiorchino: ha un rigonfiamento dorsale impressionante, una sorta di bitorzolo causato dal collasso progressivo dell'osso navicolare. "Non esiste una cura, solo la gestione. Ho passato molti giorni a casa a piangere".
Notti insonni, dolore cronico, infiltrazioni, la paura di non riuscire più a camminare normalmente e il peso psicologico di una malformazione sempre più evidente: il maiorchino ha sopportato (e sopporta ancora) tutto questo. "Non sono infortunato. Sono un giocatore che convive con un infortunio", è la frase che ha più volte ripetuto facendo cenno alla sua condizione. E che oggi, alla luce della rivelazione fatta e del video, rende bene l'idea di quanto la sofferenza lo abbia provato.
Le immagini del documentario Netflix sul piede di Nadal
Nel documentario Nadal rompe definitivamente il silenzio su uno dei segreti meglio custoditi dello sport mondiale. La telecamera punta l'obiettivo sulla protuberanza che compare sul piede sinistro segnato dalla malattia: la sequenza videoclip si accompagna alle parole del tennista che spiega cosa vuol dire adattarsi al suo stato, anche i gesti più comuni (come camminare) possono generare difficoltà e dolore. Il contrasto è quasi surreale: mentre il mondo vedeva un atleta dominante capace di vincere 22 tornei del Grande Slam, dietro le quinte soffriva per una patologia degenerativa progressiva considerata incurabile.
Cos’è la sindrome di Müller-Weiss: la malattia rara che colpisce il piede
La sindrome di Müller-Weiss è una rara malattia degenerativa dell'osso navicolare tarsale, una struttura fondamentale del piede che collega caviglia e avampiede e sostiene l'arco plantare. Quando questo osso inizia a cedere, il movimento dell'arto è compromesso. Il risultato è devastante: dolore cronico al mesopiede, rigidità, perdita di stabilità e deformità visibile.
Come si sviluppa la deformazione. La malattia provoca: collasso progressivo dell'osso navicolare; frammentazione della struttura ossea; deformità ‘a virgola' osservabile nelle radiografie; alterazione dell'arco plantare; artrosi delle articolazioni circostanti.
Perché il tennis può peggiorare questa patologia
Il tennis professionistico sottopone il piede a stress continui: frenate improvvise, cambi di direzione violenti, scatti laterali e carichi ripetuti. Nel caso di Nadal, anni di sollecitazioni estreme sul cemento e sulla terra rossa avrebbero accelerato il deterioramento a causa di microtraumi ripetuti, compressione cronica del navicolare, alterazioni della vascolarizzazione ossea. Il risultato finale è un deterioramento progressivo che non può essere fermato.
Il dramma iniziato nel 2005: "Mi dissero che la carriera poteva finire"
Tutto comincia nel 2005, quando Nadal ha appena 19 anni. Durante il Masters di Madrid sente uno scricchiolio improvviso al piede sinistro. Inizialmente si pensa a una semplice frattura da stress. Gli esami rivelano invece la diagnosi che cambierà per sempre la sua vita sportiva: sindrome di Müller-Weiss per la quale non esiste una cura definitiva. "Mi dissero che la carriera poteva finire e che probabilmente non avrei mai più giocato a livello professionistico". Eppure Nadal decise di andare avanti.
Le scarpe speciali e le infiltrazioni: così Nadal ha continuato a giocare
Per convivere con la malattia, il campione spagnolo ha dovuto costruire una gestione quotidiana quasi estrema. Nel corso degli anni ha utilizzato: plantari ortopedici personalizzati; scarpe modificate appositamente; antinfiammatori continui; infiltrazioni antidolorifiche; lunghi programmi di fisioterapia; procedure di radiofrequenza per ridurre il dolore nervoso. Le sue solette, sviluppate nel tempo anche con modifiche tecniche speciali, spostavano il piede di alcuni millimetri per alleggerire la pressione sull'osso navicolare compromesso.
E quando ha vinto l'edizione 2022 del Roland Garros lo ha fatto con il piede anestetizzato abbastanza da non sentirlo più. Le infiltrazioni effettuate prima delle partite gli avevano tolto ogni sensibilità all'arto mancino.