Rappresaglia inglese sui calciatori argentini per lo striscione sulle Falkland: “Toglietegli il permesso di lavoro”

La vicenda dello striscione esposto dopo la semifinale dei Mondiali da Giovani Lo Celso e Nicolas Otamendi – con altri calciatori poi a reggerlo e tutto il resto dell'Argentina dietro di loro a saltare e cantare sottoscrivendone il contenuto – potrebbe avere conseguenze ben più serie, per alcuni di loro, delle possibili sanzioni da parte della FIFA (probabile multa, meno la squalifica). Il messaggio di rivendicazione della sovranità argentina sulle Isole Falkland, chiamate nello striscione col nome argentino di Malvinas, ha infatti innescato reazioni molto forti in Inghilterra, che sono arrivate alla richiesta da più parti – anche ad alto livello e non solo di ‘pancia' social – di revocare il permesso di lavoro ai nazionali argentini che militano in squadre di Premier League.
La richiesta di togliere il permesso di lavoro ai nazionali argentini che giocano in Premier: "Nessuna tolleranza"
"Ogni giocatore argentino nella Premier League inglese che ha preso parte a questa vergognosa manifestazione anti-britannica dovrebbe essere privato del proprio visto di lavoro nel Regno Unito. Non dovrebbe esserci alcuna tolleranza per questo", ha scritto su X Nile Gardiner, analista di politica estera conservatore, ex assistente di Margaret Thatcher negli anni '90 ed editorialista del Daily Telegraph.
Stessa identica idea esposta sugli schermi di Sky News da Jon Craig, capo corrispondente politico del broadcaster di Comcast. L'indignazione per quanto andato in onda in mondovisione ad Atlanta è montata sempre più, così come si sono moltiplicati i post che chiedono di usare il pugno duro con chi – mentre con una mano si mette in tasca milioni di sterline inglesi – con l'altra regge o applaude striscioni che attaccano il Paese che li foraggia.
Chi sono i 6 calciatori dell'Argentina ai Mondiali che giocano in Premier
All'interno della rosa dei 26 convocati dall'Argentina per i Mondiale 2026, sono 6 i calciatori sotto contratto con club della Premier League inglese: il portiere Emiliano ‘Dibu' Martinez (Aston Villa), i difensori Marcos Senesi (appena trasferitosi dal Bournemouth al Tottenham), Lisandro Martinez (Manchester United) e Cristian Romero (Tottenham), i centrocampisti Alexis Mac Allister (Liverpool) (centrocampista) ed Enzo Fernandez (Chelsea).

Sono loro dunque quelli che potrebbero vedersi togliere il ‘work visa' sul suolo britannico qualora la situazione dovesse precipitare: uno scenario che al momento appare improbabile. È invece molto probabile che i medesimi giocatori saranno accolti in maniera non esattamente benevola sui campi di Premier dove andranno a giocare.
La risposta politica nel Regno Unito allo striscione argentino sulle Falkland: "La FIFA apra un'indagine"
Come è noto, le regole della FIFA vietano severamente slogan, simboli e bandiere politiche, per questo Peter Kyle, attuale Segretario di Stato per gli Affari e il Commercio del Regno Unito, ha sollecitato l'organismo di Infantino a intervenire in maniera sollecita con un'inchiesta che porti a sanzioni per gli argentini: "La politica deve stare separata dal calcio – ha detto l'esponente laburista – Anzi, uno dei principi cardine della Coppa del Mondo è proprio la separazione tra politica e calcio. Ora la questione è di competenza della FIFA, mi aspetto che conduca un'indagine approfondita".
La vicenda è arrivata anche a Downing Street, con la dichiarazione di un portavoce del Primo Ministro Keir Starmer che ha spostato la questione sul piano politico: "La Coppa del Mondo potrebbe non essere nostra, ma le Isole Falkland lo sono sicuramente. La nostra posizione rimane invariata. L'autodeterminazione spetta agli abitanti dell'isola. Il nostro impegno nei confronti delle Falkland non vacillerà mai".