Atmane e la paura al torneo di Roma: “Un tifoso ha bussato alla mia stanza d’albergo. Avevo un localizzatore”

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Il tennista francese Terence Atmane ha raccontato la brutta avventura capitatagli al torneo di Roma: un tifoso aveva messo un localizzatore in una borsa lasciata alla sua attenzione, lui l’aveva portata nella sua stanza d’albergo. Poi quello sconosciuto ha bussato alla sua porta: “Ero spaventato, non si sa mai come reagirà la gente”.

Terence Atmane ha superato stanotte il secondo turno del Masters 1000 di Cincinnati battendo in due set l'argentino Tomas Martin Etcheverry e adesso è atteso al terzo turno dal proibitivo match contro la testa di serie numero uno del tabellone – che è orfano di Sinner e Alcaraz – ovvero Alexander Zverev. Il torneo dell'Ohio non è un appuntamento banale per il 24enne francese, visto che lo scorso anno ha centrato le semifinali, perdendo con Jannik Sinner, non prima di averlo sorpreso regalandogli una carta dei Pokemon (di cui è grande appassionato) per il suo compleanno.

"Quel torneo mi ha cambiato la vita", racconta oggi Atmane a ‘L'Equipe', visto che il francese (attualmente numero 45 del ranking) è entrato in un'altra dimensione – sia di classifica che di guadagni – dopo la semifinale del 2025. "Poter pianificare il futuro oltre la settimana successiva, questo cambia tutto", spiega Terence.

L'altra faccia del successo per Terence Atmane: braccato con un localizzatore al torneo di Roma

Il salire al livello successivo comporta tuttavia anche qualche aspetto meno piacevole, ovvero l'alzarsi delle attenzioni del pubblico, fino ad arrivare a manifestazioni preoccupanti, perché non si sa mai chi si ha di fronte. La cronaca è così piena di episodi di minacce a tennisti da parte di scommettitori furiosi per una bolletta persa, senza voler scomodare maniaci o altre persone disturbate, che nel sentire quello che è successo ad Atmane in occasione del torneo di Roma un po' di brivido viene.

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Il mancino francese Terence Atmane è numero 45 della classifica mondiale

Immaginate di stare nella vostra stanza d'albergo nella capitale, alla porta bussa uno sconosciuto che vi ha rintracciato grazie a un sotterfugio usato, un localizzatore nascosto in qualcosa che vi aveva lasciato con l'inganno: "Una volta, a Roma, ero spaventato. Avevo notato alcuni tifosi che si aggiravano sempre fuori dal mio hotel. Pensavo che mi stessero seguendo, niente di che. Ma poi, uno di loro ha bussato alla mia porta", ricorda il giocatore transalpino".

"Quello che è successo è che ho scoperto che aveva messo un AirTag (ovvero un dispositivo di localizzazione della Apple, ndr) in una borsa che ha lasciato alla mia attenzione. Mi sono sentito un po' stupido, lì in piedi sulla porta, di fronte a questo tizio che ha iniziato a raccontarmi la sua vita per dieci minuti. Non sapevo come reagire ed ero un po' spaventato: non si sa mai come reagirà la gente. Ora sono più cauto". Una paura decisamente condivisibile.

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