Ancora polemiche su Sinner assente dal Masters 1000 di Montreal, Petchey: “Gli organizzatori dovrebbero pagare”

Il forfait di Jannik Sinner dal torneo Masters 1000 di Montreal, che quest'anno (nell'alternanza con Toronto) ospita l'Open del Canada, continua a far discutere. C'è chi ritiene, soprattutto all'estero e ancor più tra i faziosi anti Sinner, che il 24enne altoatesino avrebbe dovuto inseguire l'obiettivo leggendario di vincere tutti e nove i Masters 1000 del 2026 (ha vinto i primi cinque), stabilendo un record quasi impossibile da pareggiare. E tuttavia ci sarà un motivo per il quale nessuno ci è mai riuscito prima, ovvero la compressione di un calendario difficilmente sostenibile soprattutto per chi – come i migliori giocatori al mondo – arriva in fondo o quasi a tutti i tornei.
La programmazione di Jannik Sinner dopo il forfait a Montreal: quando rientra il numero uno al mondo
Sinner si è fatto legittimamente due conti – assieme al proprio team – e ha deciso che il meglio per il suo fisico e per la sua carriera fosse prolungare il riposo dopo il trionfo a Wimbledon. Il numero uno al mondo ha dunque ripreso da poco gli allenamenti dopo un robusto periodo di vacanza, tra mare, amici, la fidanzata Laila e la famiglia, con l'obiettivo – prioritario su tutto il resto- dello US Open. Intanto rientrerà prima di Flushing Meadows al 1000 di Cincinnati che inizierà giovedì 13 agosto.
Oltre ai critici di Jannik, chi c'è rimasto maggiormente male è l'organizzazione del torneo di Montreal, che ha già fatto sapere di aver contattato l'ATP per cercare di risolvere il problema della mancata partecipazione dei migliori tennisti (oltre a Sinner, si è ritirato anche Djokovic, mentre Alcaraz è convalescente dopo il problema al polso e rientrerà anche lui a Cincinnati). Secondo l'ex giocatore britannico Mark Petchey, il problema non è generale di tutto il circuito, ma specifico per l'Open del Canada, per la sua collocazione particolare nel calendario, e per risolverlo propone di concedere agli organizzatori di pagare un bel gettone ai top player, in deroga alla regola che lo vieta per i Masters 1000.
"Non è davvero niente di nuovo – dice Petchey al podcast ‘The Big T' – Non abbiamo avuto i primi tre del mondo a giocare in Canada dal 2013. Quindi, questo non è un problema delle due settimane, di tutti i Masters 1000. Questo è un problema del Canada, che è in uno slot dove i giocatori hanno semplicemente deciso ‘dobbiamo guardare il nostro calendario e decidere se è troppo tennis in vista dello US Open o no e come prepararci al meglio'. Quindi questo è più un problema di calendario per il Canada, che un grande dibattito sulle due settimane dei Masters 100. Questo va avanti da 13 anni, quindi non è una grande sorpresa per me".

"Non penso che tutti gli eventi di due settimane siano problematici – continua ancora il 56enne dell'Essex – Ma se hai Cincinnati e Montreal di fila come eventi di due settimane, è troppo. E quindi penso che i migliori giocatori come Jannik e come Novak penseranno: ‘Dove sono tutti i giocatori contro cui devo giocare se voglio vedere a che punto è la mia forma prima dello US Open? È Cincinnati'. E quindi fanno una scelta. Ed è una cosa sfortunata per il Canada, perché è un posto delizioso".
La proposta di Petchey per ‘salvare' l'Open del Canada: "L'ATP dovrebbe permettergli di pagare gettoni ai giocatori"
Petchey propone allora di invogliare i migliori giocatori al mondo, come se non bastasse il ricco bonus pool di fine anno riservato a chi non salta nessuno dei tornei Masters 1000 (che sono obbligatori per i primi 30 del ranking ATP, la penalità è prendere uno zero in classifica non sostituibile, oltre alla decurtazione del bonus pool), consentendo all'Open del Canada di dare dei soldi ‘extra prizemoney' ai top player, insomma dei gettoni garantiti solo per esserci, anche se dovessero uscire al primo turno.
"Penso sinceramente che l'unica soluzione per il Canada dal lato ATP sia di fare una sorta di regola separata per loro, che possano attirare i top player con una ‘garanzia' – spiega Petchey – Loro ovviamente non possono pagare ‘garanzie' al livello 1000, perché il bonus pool è stato messo lì proprio per cercare di proteggere i tornei. Non è davvero per i giocatori, è per proteggere il torneo così non devono pagare più soldi se i top player non giocano. Ma sono dell'opinione che il Canada si senta come se fosse un ‘bambino difficile' per l'ATP. E se stai cercando di aiutarli, devi allentare i cordoni della borsa".
Come funzionano oggi i ‘gettoni' di presenza nei tornei ATP: i Masters 1000 non possono darli, c'è già il bonus pool
Secondo il regolamento ufficiale ATP 2026, solo i tornei di categoria ATP 250 e 500 hanno la facoltà di offrire ai giocatori i cosiddetti ‘gettoni‘, cioè compensi economici aggiuntivi per servizi promozionali (interviste e apparizioni varie) con lo scopo di attirarli e rafforzare il tabellone. Questi importi vengono negoziati privatamente tra torneo e agente del giocatore e si sommano ai premi eventualmente vinti nel torneo: si tratta di cifre comunque garantite anche in caso di uscita prematura.
Al contrario, i Masters 1000 e tutti gli altri eventi del circuito (ovviamente non parliamo delle esibizioni tipo Six Kings Slam) non possono versare denaro, regali o benefici di alcun tipo per influenzare o garantire la partecipazione di un tennista al di fuori del montepremi ufficiale, a meno di una specifica e rara autorizzazione dell'ATP.
Per i Masters 1000, come incentivo monetario, esiste invece il sistema del bonus pool, che a fine anno premia chi gioca e penalizza chi si ritira senza giustificazione valida (per il 2026 è di 21 milioni e mezzo di dollari, da ridistribuire tra i migliori, al netto delle decurtazioni per gli eventuali forfait come quelli di Sinner e Djokovic).