L’immagine che Tania Cagnotto ha scelto per dire addio ai tuffi e quella di copertina della sua pagina Facebook non mentono: la felicità sportiva Tania l’ha raggiunta a Rio, quando ha afferrato un sogno che negli anni è passato da essere un traguardo impossibile, una chimera, un incubo. Quando in Brasile ha toccato con le dita addirittura due medaglie con quei cinque cerchi sopra, ha forse per la prima volta ascoltato le parole sussurrate dalla felicità.

Il percorso verso l’argento e il bronzo di Rio 2016 era iniziato sedici anni prima, quando Tania aveva 15 anni e la faccia da bambina delle elementari. Fu solo una prova dopo aver vinto nelle categorie giovanili e per iniziare a vedere almeno in faccia quelle lì. Quelle erano le cinesi, nella fattispecie la “Regina dei tuffi”, Fu Mingxia, vincitrice dal trampolino 3m e lei sì capace di scioccare il mondo quando a 14 anni vinse alle Olimpiadi di Barcellona 1992.

Già nel 2004 ad Atene Tania arriva con qualche peso in più. Agli Europei ha iniziato a vincere, uno splendido oro dalla piattaforma proprio in quelli di Madrid del 2004 serve a sottolineare la sua crescita, ma in Grecia c’è la nuova regina (lettera minuscola perché Fu Minxia non può avere delfini), ancora una volta cinese. Il suo nome è Guo Jingjing, meno leggera della Fu, ma molto più potente dal trampolino. A far male solo l’ottavo posto dalla piattaforma. Tania non era ancora al massimo livello possibile.

Dal 2004 al 2008 però la Cagnotto inizia a vincere sul serio, prima di tutto medaglie ai Mondiali, ori agli Europei e acquisisce la consapevolezza del fatto che una medaglia olimpica può davvero diventare un sogno avverabile. Per Pechino 2008 tutto è pronto ma arriva la gara che fa più male. Dalla piattaforma 3m riesce a fare per la prima volta un tuffo che supera gli 80 punti, arriva al suo massimo di punti in carriera, 349,20, eppure è solo quinta. Questa è l’Olimpiade in cui Tania inizia a pensare che non ci riuscirà mai.

Londra 2012 arriva con grandi aspettative da parte del suo staff e del Team Italia in generale, perché Tania ha vinto Europei su Europei ed è riuscita a vincere anche un argento mondiale con Francesca Dallapé nel sincro al trampolino da 3 metri, mentre Tania continua a parlare di gare da vivere con grandi emozioni, senza mettersi addosso da sola una pressione già enorme per la posta in palio. Le due gare dal trampolino di Londra saranno per lei il vero incubo della sua carriera. Prima nel sincro con la Dallapé è quarta per colpa di una quarto tuffo sbagliato, ma è nella gara individuale che arriva la mazzata: per soli 20 centesimi di punti è ancora una volta quarta dietro alla messicana Laura Sánchez Soto. Questo è un colpo che avrebbe atterrato un bue e Tania parla apertamente di ritiro e delusione impossibile da digerire.

Arrivano però i Mondiali di Barcellona 2013 e va in Spagna senza pretese e senza allenarsi come gli anni precedenti. Ai microfoni prima delle gare dice che la parola d’ordine è solo leggerezza. In questo modo riesce a vincere due argenti, uno nel trampolino 1m e un altro nel sincro. Dopo Barcellona, Rio diventa di nuovo un obiettivo. Basta ricalibrare tutto come fatto per i Mondiali.

La prima gara in Brasile è il sincro dal trampolino 3m con Francesca Dallapé. Noi incollati alla televisione ci rendiamo subito conto che sono libere finalmente, senza la pressione nociva di un evento che ormai conoscono benissimo. Già dal primo tuffo si comprende come non sono giocabili dalle altre che non siano le cinesi, ovvio oro con Shi Tingmao e Wu Minxia. Dopo cinque tuffi sempre in controllo l’argento sembra a noi tutti e non solo a Tania una ricompensa tarda ma necessaria, prima di tutto per l’amore che lei ha dimostrato per la specialità.

14 agosto 2016: finale trampolino individuale 3m. Questa la gara in cui invece il pubblico da casa, nell’afa estiva di una sera che non finiva mai, capisce cosa sia l’orgoglio, il talento e la fantasia di una tuffatrice molto più anziana delle sue colleghe eppure capace di svolgere perfettamente ogni dettaglio tecnico del tuffo. I giudici non possono non vedere la grazia e la elastica potenza della Cagnotto di quel giorno: vince anche un bronzo olimpico alle spalle di Shi Tingmao e He Zi. La Cina non è per niente vicina (ma stavolta non importa).

Dopo Rio è stato tutto un guardarsi indietro, quando i sogni si avverano diventano ricordi e sorrisi. Il tentativo di tornare ad assaggiare la felicità per Tokyo 2020 è stato fatto, ma più per dovere di hashtag #mammaolimpica che per voglia. Con il post che mette fine alla sua attività agonistica, Tania ha capito che una volta toccata la felicità devi accontentarti di quello che resta sulle dita. Il suo odore lo potrai sempre sentire. Ora viene il tempo di un’altra felicità, come quella di un nuovo sorriso di bimbo.