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Toto Wolff in TV svela i contratti di Kimi Antonelli e Russell: “Non c’è la clausola Rosberg-Hamilton”

Nico Rosberg ha ricordato in diretta TV a Toto Wolff la clausola imposta a lui e Lewis Hamilton nel 2016: il team principal Mercedes rivela che oggi nei contratti di Kimi Antonelli e George Russell non c’è.
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Nel weekend del GP di Barcellona della Formula 1 2026 non è tornato soltanto il fantasma sportivo del 2016, con la Mercedes costretta a gestire una lotta interna tra due piloti in piena corsa per il Mondiale. È tornato anche un vecchio foglio, quello che Toto Wolff fece firmare a Nico Rosberg e Lewis Hamilton dopo gli scontri più duri della loro convivenza nella scuderia tedesca. A tirarlo fuori, in diretta TV su Sky Sports UK, è stato proprio Rosberg.

Il campione del mondo 2016, oggi opinionista, ha ricordato a Wolff una clausola molto particolare: se lui e il britannico fossero venuti ancora a contatto, i danni alle macchine sarebbero stati pagati da entrambi al 50%, indipendentemente da chi avesse avuto la colpa. Il 40enne di Wiesbaden lo ha raccontato con il sorriso, ma il retroscena era tutt’altro che leggero: "C’era un pezzo di carta sulla scrivania, e da quel momento non importava di chi fosse la responsabilità: pagavamo entrambi metà dei danni" ha infatti detto l'ex pilota tedesco.

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Wolff ammette: "Antonelli e Russell non hanno quella clausola"

Rosberg ha poi chiesto a Wolff se quella clausola fosse ancora in vigore e se anche Kimi Antonelli e George Russell l’avessero oggi nei loro contratti. La risposta del team principal Mercedes è stata secca: "No". Poi la battuta, che però suona anche come un avvertimento: "Mi hai dato una buona idea". E a quel punto il suo ex pilota non ha perso l’occasione per punzecchiarlo: "Sei diventato morbido".

Il riferimento non era casuale. A Barcellona, come già successo in altri GP in stagione, Russell e Antonelli hanno lottato duramente in gara, in un duello interno che ha fatto perdere tempo alla Mercedes mentre Hamilton, oggi in Ferrari, costruiva la sua prima vittoria in rosso. Il 19enne italiano si è poi ritirato a pochi giri dalla fine per un problema tecnico, ma prima del guasto aveva superato il compagno di squadra nella lotta per il secondo posto.

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Per Wolff il tema è delicato: Mercedes ha la macchina più forte, ma non può permettersi di trasformare la rivalità interna in un regalo agli avversari. Il parallelo con il 2016 è inevitabile. Proprio a Barcellona, dieci anni prima, Hamilton e Rosberg si eliminarono al primo giro mentre lottavano per la leadership. Fu uno degli episodi più duri della loro guerra interna e uno dei momenti che spinsero il team principal austriaco a irrigidire le regole del box.

Lo stesso Rosberg ha raccontato che quella clausola gli costò carissima: dopo un contatto successivo dovette pagare 360mila dollari e da quel momento non si scontrò più con il suo compagno di squadra. Una misura estrema, ma coerente con il metodo Wolff: libertà di correre, sì, ma non fino al punto di danneggiare la squadra.

Oggi, almeno per ora, Kimi Antonelli e George Russell non sono sottoposti alla stessa regola. Toto Wolff però non ha chiuso del tutto la porta: se tra i due dovesse arrivare un altro contatto, quel vecchio foglio potrebbe tornare sul tavolo. E il fatto che a ricordarglielo sia stato proprio Rosberg, sulla pista simbolo della frattura con Hamilton, ha reso il siparietto molto più di una semplice battuta televisiva.

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