La Formula 1 torna a Imola dopo quattordici anni. L'ultima volta era il 2006, Lewis Hamilton correva ancora in GP2. Il tracciato dell'Emilia Romagna è bello e trasuda storia, con ricordi di gare e battaglie memorabili – come quella tra Villeneuve e Pironi – grandi gioie per la Ferrari e un weekend tremendo, il più brutto della lunghissima storia della Formula 1. Quello in cui morirono Ayrton Senna e Roland Ratzenberger. Ayrton era il mito, la stella polare. In queste ore sui social tutte le scuderie stanno mostrando foto e ricordi di Senna, con immagini a iosa della statua che è posta dall'altra parte della maledetta curva del Tamburello. E c'è anche chi ci tiene a ricordare Roland Ratzenberger, che morì il 30 aprile del 1994. Perse la vita il giorno prima di Ayrton. Uniti per sempre, anche se hanno vissuto due vite totalmente all'opposto e forse si erano incrociati giusto qualche volta.

Chi era Roland Ratzenberger

Era nato il 4 luglio, del 1960. Tre mesi e mezzo dopo Senna. Ma a parte l'anno di nascita e di morte in comune hanno avuto la passione per i motori e per le corse. Roland nasce a Salisburgo e quando è un ragazzino cresce con il mito di Niki Lauda, vuole correre inizia a farlo. Partecipa a corse in Germania, in Inghilterra e in Giappone, ottiene buoni risultati, vince anche della gara, e si distingue anche a Le Mans. Il suo sogno è la Formula 1, la cerca, la vuole, la vede da vicino nel 1991 ma non trova l'accordo con la Jordan. Lo trova invece con la Simtek con cui firma un contratto per cinque gare, le prime del campionato 1994. In Brasile non riesce a qualificarsi, in Giappone nel Gran Premio di Aida riesce a entrare in griglia ed è undicesimo al traguardo.

L'incidente mortale a Imola

In Italia Ratzenberger arriva per vivere il suo terzo weekend in Formula 1, l'obiettivo è qualificarsi per la gara. Il venerdì è funestato dall'incidente di Rubens Barrichello, che fa un volo incredibile a una velocità elevatissima. Si teme per la sua vita, fortunatamente salva la pelle. L'austriaco chiude la giornata al 26° posto, l'ultimo utile per correre la gara. Barrichello è fuori e solo Belmondo può superarlo.

Sabato 30 aprile, alle ore 13, inizia la seconda giornata delle Qualifiche. Ratzenberger scende in pista, è nel giro lanciato, prova a migliorare il tempo realizzato il giorno precedente, mentre percorreva il rettilineo tra la curva del Tamburello e la curva Gilles Villeneuve perde l'alettone anteriore della sua Simtek, che diventa ingestibile e va a sbattere prima dell'ingresso in curva. Sbatte a oltre 300 chilometri orari. L'incidente fa calare il gelo. I medici intervengono rapidissimi, ma le condizioni di Roland sono disperate. Viene portato all'Ospedale di Bologna, dove muore poco dopo l'arrivo. La notizia diviene di dominio pubblico. Per la prima volta dopo otto anni un pilota di Formula 1 perde la vita (l'ultimo Elio De Angelis in un test privato) mentre è in pista, ma in un weekend di gara erano dodici anni che non c'era un incidente mortale.

Il circus è scosso. Senna è quello che si fa più domande, chiede maggiore sicurezza e decide di correre con una bandiera austriaco nella sua Williams, vuole sventolarla in caso di vittoria per dedicare il successo a Ratzenberger. Non ci riuscirà.

Roland Ratzenberger vantava una grande esperienza, partecipò cinque volte alla 24 ore di Le Mans.
in foto: Roland Ratzenberger vantava una grande esperienza, partecipò cinque volte alla 24 ore di Le Mans.