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18 Gennaio 2022
16:06

Lettera a Melandri: “Con mio padre tifavamo per te, è morto per quel virus che hai voluto prendere”

Se Marco Melandri ha affermato di aver voluto prendere volontariamente il Covid, poi spiegando che la sua era stata solo una battuta, qualcun altro non ha avuto la sua stessa buona sorte e neanche ha potuto scegliere se vaccinarsi. La lettera di rabbia e dolore: “Quelli come te collezionano figure di merda”.
A cura di Paolo Fiorenza
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Marco Melandri prova a lasciarsi alle spalle il tornado di polemiche che lo ha investito dopo la sua intervista in cui svelava di aver preso volontariamente il Covid in modo da poter avere il green pass senza doversi vaccinare. La lunga e articolata chiacchierata col magazine ‘Men on wheels' è stata seguita dalla sua partecipazione alla manifestazione di sabato a Milano contro la certificazione verde e poi – quando la bufera ha raggiunto livelli insostenibili, con tanto di tweet del sottosegretario del Ministero dell'Interno che preannunciava un'indagine sull'ex pilota – è arrivata la rettifica di Melandri: "La mia frase era scherzosa".

Gli intervistatori dal canto loro ribadiscono che hanno le registrazioni del colloquio e quelle parole non erano state dette in maniera ironica, fatto sta che quanto affermato dal 39enne ex campione del mondo di motociclismo ha suscitato non solo rabbia, ma anche dolore in chi ha visto il Covid presentarsi nella propria famiglia, ospite tutt'altro che desiderato, con conseguenze tragiche.

È il caso della giornalista Deborah Dirani, che affida alla propria pagina Facebook un messaggio per l'ex pilota ravennate, in cui racconta il proprio dramma personale: "Ciao Marco,non ci conosciamo, ma abitiamo a uno sputo di chilometri. Non ci conosciamo, ma giusto un paio di settimane fa stavo meditando di iscrivermi alla palestra di cui mi hanno detto che sei socio. Non ci conosciamo, ma il mio babbo mi aveva insegnato ad apprezzarti come pilota (diceva che eri uno coraggioso…). Guardavamo la 250 e facevamo il tifo per te".

"Il mio babbo, dicevo, che se oggi fosse vivo e non morto a causa di quello stesso virus che tu ti sei dannato l’anima per prendere, ti direbbe che sei solo un povero ‘pataca'. Con una c sola, come si dice qua in Romagna a quelli come te. Che sono quelli che si reputano i più intelligenti, i più furbi o, sempre per restare in zona Romagna, i più sboroni. E invece, di solito, sono i ‘pataca’ della cumpa, quelli che collezionano figure di merda come se fossero figurine dei calciatori – continua il messaggio – Quelli come te, insomma, che si sentono invulnerabili al punto di cercare di contrarre un virus che ha ammazzato più di 5 milioni di persone nel mondo, e che invece sono solo fortunati a non essere finiti in terapia intensiva".

La giornalista spiega a Melandri che se a lui è andata di lusso, giocando alla roulette russa con un virus che è tuttora letale per chi non si vaccina, altri non solo non sono stati fortunati come lui, non avendo neanche la sua opportunità di scegliere se vaccinarsi o meno: "Perché vedi, caro il mio ‘pataca’, te t’é avú de cûl. Quel cûl che è mancato a più di 5 milioni di persone nel mondo, mio padre e mia zia compresi, che se avessero potuto scegliere avrebbero scelto di vaccinarsi e morire con calma, vicino a chi li amava, naturalmente, umanamente. Mica come te, povero ‘pataca’, che hai messo a repentaglio la tua vita, alla faccia di quelli che l'han persa e se la volevano tenere stretta".

Il Covid peraltro si è portato via qualcun altro che Melandri conosceva molto bene, quel Fausto Gresinimorto il 23 febbraio dello scorso anno dopo un lungo calvario in seguito al contagio da coronavirus – che nel 2005 fece di tutto, riuscendoci, per portarlo al Team Movistar della Honda in MotoGP, facendolo rinascere dal buio Yamaha e consentendogli di disputare le sue migliori stagioni nella classe regina delle due ruote (un 2°, un 4° e un 5° posto finali), dopo il titolo vinto nella 250 nel 2002. Anche pensando all'indimenticato pilota e manager imolese, quelle parole pronunciate da Melandri appaiono oggi davvero difficili da accettare.

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