Il count-down per la prima gara del Mondiale di Formula 1 del 2021 è già iniziato. Tutte le scuderie si stanno preparando e vogliono essere già velocissime in Bahrain. Diciannove piloti sanno che saranno al via il 28 marzo. Solo la Mercedes ha ufficialmente un pilota. Strano, ma vero. C’è un sedile vacante. Perché Lewis Hamilton ancora non ha firmato il prolungamento del suo contratto, scaduto il 31 dicembre. Tutto lascia pensare che la fumata bianca arriverà molto presto. Il sette volte campione del mondo sui social ha mostrato che si sta già allenando, ma intanto Sir Lewis si trova a vivere una situazione particolare. In fondo la certezza che sia al volante in Australia non c’è. E qualcosa di simile è successo a Senna una trentina d’anni fa.

Quando Senna pensò di mollare la McLaren e la F1

Il Campionato del 1989 si chiuse matematicamente in Giappone quando Senna e Prost andarono a contatto, in quella famosa chicane. A Suzuka il francese divenne campione del mondo per la terza volta. Quando uscì dalla sua vettura era convinto di essere campione, anche se il brasiliano con una rimonta strepitoso tornò in pista e andò a vincere. Ma Ayrton fu squalificato, Nannini trionfò per la prima e unica volta in carriera e Alain si prese il titolo prima di firmare per la Ferrari.

Senna per quel contatto ebbe pure una pesante multa e sei mesi di squalifica con la condizionale. Arrabbiato con il suo mondo e in particolare con il presidente della FIA Balestre dopo il Gp d’Australia tornò in Brasile e a Ron Dennis, il boss della McLaren dell’epoca, disse che non avrebbe corso nella stagione successiva. Passò il Natale in famiglia, capì che non poteva mollare il circus e nel 1990 si presentò in pista. Dennis disse che si era sempre sentito sicuro di avere Senna in scuderia, ma sicuramente tremò. Il Mondiale si chiuse con la vendetta di Ayrton, che a Suzuka vinse il titolo speronando Prost.

E ora si attende la firma di Lewis Hamilton

Le due situazioni non sono paragonabili. Ma considerato che Lewis in una sorta di magica discendenza è l’unico vero successore di Senna viene da sé il parallelismo. D’altronde è rarissimo che in un mondo come quello della Formula 1, dove in estate già si conosce il destino dei big per la stagione successiva, a due mesi dalla prima griglia di partenza ancora non sia arrivata la firma di Hamilton, che dopo aver ottenuto il settimo titolo e eguagliato e superato i record di Schumacher vuole continuare a vincere, ma prima deve rinnovare con la Mercedes.