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Mondiali di calcio 2026

Usavano il “pezzotto” per vedere i Mondiali, identificate 2769 persone in tutta Italia: multe in arrivo

La Guardia di Finanza nell’ambito delle attività svolte a contrasto della pirateria ha individuato centrali di smistamento illegale, i fruitori riceveranno una sanzione amministrativa.
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Nell'ambito delle attività svolte a contrasto della pirateria audiovisiva digitale sviluppate anche in previsione dei Mondiali 2026 i finanzieri del comando provinciale della Guardia di Finanza di Crotone, con il supporto del Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche e del nucleo speciale beni e servizi, gruppo radiodiffusione editoria di Roma, hanno individuato tre centrali di smistamento illegale del segnale IPTV – il cosiddetto ‘pezzotto‘. Le tre centrali erano gestite a Crotone da quattro italiani. Nei confronti degli oltre 2700 clienti nei prossimi giorni verranno notificate nei prossimi giorni le sanzioni amministrative, che potrebbero ammontare fino a 5000 euro.

2769 clienti identificati

La Guardia di Finanza dunque ha scoperto la distribuzione illecita di contenuti digitali in streaming, principalmente partite di calcio, in favore di 2769 clienti, tutti identificati e residenti in 43 province italiane. Il danno quantificato è di circa 650 mila euro, a questo ammonta il valore dei proventi accumulati illecitamente. Quattro persone sono state denunciate. Attraverso loro venivano in modo illecito distribuiti abbonamenti pirata per le più note piattaforme digitali e satellitari.

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Nei confronti dei 2769 utilizzatori finali, nei prossimi giorni, saranno notificate le prescritte sanzioni amministrative con importo variabile da 154 fino a 5000 euro, previsti per le forme più gravi recidiva.

Dai bonifici si è scoperta una traccia importante

Nel contesto dell'indagine gli investigatori hanno trovato una traccia importante guardando le causali esplicite dei diversi bonifici nei quali era riportata la dicitura ‘ibo player pro', un software compatibile con la riproduzione di flussi streaming illeciti, che si può installare su vari dispositivi di riproduzione inclusi smartphone, computer e smart tv. I quattro responsabili sono stati denunciati per gravi violazioni del copyright, della proprietà intellettuale e per il reato di autoriciclaggio. In esecuzione di specifico decreto di sequestro preventivo emesso in via d'urgenza sono stati sequestrati bene per circa 650 mila euro.

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