In casa Juventus non è ancora tempo di bilanci, ma dopo cinque giornate di Serie A e ‘soli' 9 punti in classifica (3 di questi ‘conquistati' con il Napoli) un'attenta riflessione sul lavoro di Andrea Pirlo la si può già cominciare ad abbozzare. Al netto della vittoria europea di Kiev, e in attesa del ‘crash test' contro un Barcellona in crisi, la formazione bianconera ha fino ad ora deluso. In campionato sono infatti arrivati un successo contro la Sampdoria (che non era quella convincente di adesso), il gentile omaggio di De Laurentiis e tre pareggi consecutivi con Roma, Crotone ed Hellas Verona.

Al di là dei punti in classifica, a preoccupare maggiormente il popolo bianconero è però il gioco che ha mostrato la squadra in queste prime settimane di lavoro di Andrea Pirlo. Se è vero che il nuovo allenatore ha bisogno di tempo per far assimilare ai giocatori il suo credo calcistico, è però altrettanto evidente che non ci troviamo più di fronte ad una squadra dominante. Le scelte tattiche del successore di Sarri e le decisioni prese sul mercato dalla dirigenza hanno finito per influenzare la manovra della squadra che oggi appare lenta, prevedibile, lontana dagli standard degli ultimi anni e orfana anche di quella scarica d'adrenalina che garantiva il pubblico dello Stadium.

Dalla difesa all'attacco: i problemi di Pirlo

Oltre ad un centrocampo che manca di peso e fantasia, e dove le assenze di giocatori come Matuidi e Pjanic si sono già fatte sentire, è anche la difesa a ballare in maniera inaspettata. La carta d'identità di Chiellini e Bonucci, i guai fisici di de Ligt, la continuità di rendimento di Demiral e Danilo e la trasformazione di Cuadrado in terzino, sono ad oggi punti deboli e interrogativi per la vecchia signora. Nel reparto offensivo, i problemi arrivano invece dallo scarso apporto di Bernardeschi, dall'ambientamento di Chiesa e dalle condizioni fisiche di Dybala: tornato proprio in occasione del match con l'Hellas. In attesa del rientro di Cristiano Ronaldo, l'unico che può dare una scossa, i dettagli positivi sono soltanto i gol di Morata e le giocate di Kulusevski.

Il parere di Stefano Tacconi

"In questo momento convincono poco quasi tutte le squadre – ha spiegato Stefano Tacconi a Fanpage.it – È un campionato anomalo, prendiamolo per quello che è e aspettiamo. Mi sembra inutile dare giudizi ora. Inoltre la squadra non si è mai allenata, ha finito tardi e cominciato presto ed è normale che ci siano delle criticità. Non si può valutare adesso la situazione e rimarrei con i piedi ben pianti per terra".

Di fronte alle prime critiche legate all'inesperienza di Pirlo, l'ex portiere della Juventus ha però preferito concedere fiducia al nuovo allenatore: "L'intelligenza calcistica l'ha sempre avuta. Tra l'altro alla Juventus c'è stato anche il caso di Trapattoni che, una volta smesso di giocare, ha allenato per sei mesi il Milan e poi è passato in bianconero. Non è detto che uno che non ha mai fatto l'allenatore non possa diventare bravo. Tra infortuni e problemi con il Coronavirus, dire cosa cambiare in questa Juventus ad oggi è difficile. C'è un allenatore che decide cosa deve fare e bisogna dargli fiducia".