La Juventus di Andrea Pirlo non riesce ad ingranare in campionato. I bianconeri inanellano il terzo pareggio consecutivo (fatta eccezione per la vittoria a tavolino sul Napoli) contro un ottimo Verona. Gli scaligeri di Juric giocano con la consueta intensità e spaventano i bianconeri, portandosi avanti con Favilli. Kulusevski, inizialmente in panchina, subentra e ristabilisce la parità, ma alla Juve – ancora a fasi alterne all'interno della propria gara – non riesce la rimonta e diventano sei i punti lasciati per strada in Serie A nelle ultime tre gare disputate.

Pirlo rispolvera Dybala tra i titolari per la prima volta nella sua gestione: l'argentino fa tandem con Morata, supportato da Ramsey (preferito a Kulusevski in ottica turnover). L'inizio della Juventus è interessante, ma non scalfisce minimamente i piani di un Verona arrivato a Torino per fare quello che meglio sa fare: giocare un calcio aggressivo e sfrontato. Gli scaligeri impiegano qualche minuto a prendere le misure, ma progressivamente guadagnano metri e confezionano più di un'occasione dalle parti di Szczesny. La Juventus non è padrona del campo come vorrebbe essere, ma riesce comunque a produrre situazioni da gol, portandosi con tanti uomini negli ultimi 16 metri del Verona: la migliore – tolto il gol annullato per un fuorigioco millimetrico a Morata – capita sui piedi di Cuadrado, che spacca la traversa.

Questo tipo di equilibrio si prolunga anche nella ripresa, ma il Verona lo rompe, a sorpresa, dopo un quarto d'ora: nel giro di pochi minuti Favilli prende il posto di Kalinic, segna alla sua ex squadra e poi lascia il campo per infortunio. Il colpo induce Pirlo a cambiare, togliendo dal campo un deludente Bernardeschi e gettando nella mischia Kulusevski. Il talento svedese entra subito nel vivo di tute le iniziative più pericolose della Signora – che colpisce un'altra traversa, con Dybala – e mette la firma sul gol del pareggio: azione personale in area gialloblu e mancino preciso ad infilare Silvestri. Il gol del pareggio cambia nuovamente l'orizzonte della partita e mette paura al Verona, che perde energia e arretra il proprio baricentro, incassando il prevedibile assedio della Juventus. I bianconeri si riversano in avanti e sfiorano il ribaltone in un paio di circostanze, ma per la terza partita di fila portano a casa soltanto un punto.