Se la Juventus è riuscita ad evitare un clamoroso passo falso contro l'Hellas Verona lo deve soprattutto a Dejan Kulusevski. Il ventenne di Stoccolma, arrivato alla Continassa nel corso di questa estate, è entrato nel secondo tempo per dare più ampiezza e profondità alla manovra e ha cambiato la faccia ad una squadra apparsa fino a quel momento spenta, confermando la sua grande personalità e tutte le sue doti tecniche: esaltate dalla splendida azione con la quale ha realizzato il gol del pareggio.

Già protagonista nella partita con la Sampdoria e in quella di Champions League a Kiev, lo svedese si è dunque rivelato un ottimo investimento e un'arma in più per Andrea Pirlo: ora chiamato al difficile compito di ridisegnare la sua Juventus e di trovare un posto anche all'ex giocatore di Atalanta e Parma, che oggi come oggi sarebbe un suicidio tenere in panchina. Il grande impatto di Kulusevski sulla formazione bianconera, impone quindi al tecnico delle profonde riflessioni sull'ormai evidente importanza del suo numero 44.

Il salvagente di Pirlo

Più utile dello spento Bernardeschi, più concreto di Federico Chiesa e in grado di giocare eventualmente da trequartista oppure, all'occorrenza, anche da falso centravanti, Kulusevski è quindi diventato indispensabile per ‘questa' vecchia signora: una squadra che, ad oggi, è lontana da quelle ammirate negli scorsi anni. La freschezza atletica dello svedese, i suoi colpi imprevedibili e l'ottimo feeling con il gol (dettaglio non trascurabile), sono ad oggi un fondamentale ‘salvagente' a cui aggrapparsi e allo stesso tempo un ‘problema' in più per Andrea Pirlo: atteso dalla scelta degli uomini più funzionali al suo gioco e da affiancare a Cristiano Ronaldo nell'undici di partenza. Nonostante qualche passaggio a vuoto, con la Juventus e in nazionale, Kulusevski ha però già dimostrato di avere tutte le carte in regola per indossare la maglia da titolare e reggere la pressione delle responsabilità.