Non dipende certo dalla gara contro il Lione il futuro della sua panchina. Maurizio Sarri chiarisce questo concetto nell'immediata vigilia della sfida decisiva in Champions. Il ritorno degli ottavi di finale fa da ulteriore spartiacque alla stagione della Juventus: vinci (con almeno due gol di scarto, a causa dell'1-0 subito all'andata) e sei alla Final Eight di Lisbona, fallisci e  – nonostante la vittoria della scudetto – hai buttato al vento una stagione intera. E quando gli chiedono se quella di domani rischia di essere la sua ultima partita alla guida dei bianconeri, la replica del tecnico arriva col sorriso sulle labbra e una frase pungente.

Con questa domanda si dà dei dilettanti ai nostri dirigenti – spiega Sarri -. I dirigenti della Juventus sono di alto livello e avranno già deciso se cambiare o no indipendentemente da un risultato. Legando il mio futuro a questo gli date dei tifosi che decidono sull'onda emotiva.

Tranello evitato, Sarri si concede al fuoco di fila delle domande sui singoli calciatori. Quattro in particolare, di cui tre in condizioni fisiche non al top. Chi sono? Dybala, Higuain, Pjanic. Poi c'è il quarto ma è un'altra questione: si tratta di Cristiano Ronaldo, un campione che considera la Champions come il suo habitat naturale, il suo terreno di caccia preferito, l'opportunità per lasciare il segno in calce a una stagione dove ha visto sfumare il titolo dei cannonieri e della Scarpa d'Oro. Come stanno le quattro stelle della "vecchia signora"?

Dybala è ancora nelle mani dello staff medico. Proveremo il recupero fino a domattina, vedremo cosa potrà fare. Ronaldo si sta allenando nella maniera giusta. Ieri gli ho vist fare un gol bellissimo in allenamento. Come stanno Higuain e Pjanic? Sono due giocatori in crescita. Dopo un un periodo difficile, Gonzalo ha avuto la possibilità di recuperare condizioni e minuti. Pjanic negli ultimi tempi l’ho rivisto efficiente. Cuadrado giocherà dall'inizio ma non sappiamo se alto o basso

Le insidie che nasconde il match di domani sera sono tante: dal risultato obbligato (non solo la vittoria ma con un margine di gol di sicurezza) fino alla necessità di non lasciarsi prendere dalla fretta e dall'ansia di recuperare e chiudere i conti. Cosa serve per passare il turno? La risposta di Sarri è semplice, semplice.

Occorre una grande prestazione – aggiunge Sarri -. Il Lione è cresciuto molto in solidità difensiva nel corso della stagione, hanno giocatori tecnici e veloci per ripartire in contropiede. È una gara difficile perché il risultato dell'andata offre ai francesi la possibilità di interpretare la gara secondo le loro caratteristiche. Il rientro di Depay è importante per loro.