Riforma calcio italiano, prima bozza del DDL: ex Totocalcio, diritti tv, giovani e commissariamento FIGC

Una riforma ampia e strutturale per il calcio italiano, che tocca ricavi, costi e governance con l’obiettivo di rendere il sistema più sostenibile e favorire la crescita dei giovani.
È questo il contenuto di una prima bozza di disegno di legge presentata dal senatore FDI Paolo Marcheschi, destinata a essere discussa e integrata prima di arrivare al ministro dello Sport Andrea Abodi.

Riforma calcio italiano, prima bozza del DDL: nuova legge su diritti TV, giovani e conti dei club
Il testo interviene su diversi fronti. Sul piano delle entrate, viene ipotizzato un contributo del 2% sulle scommesse calcistiche da destinare alla FIGC: almeno metà delle risorse andrebbe ai settori giovanili e alle infrastrutture, mentre altre quote sarebbero dedicate alla lotta alla ludopatia, al calcio femminile e al movimento dilettantistico. A questo si aggiungerebbe un fondo alimentato da una parte delle sanzioni dell’AGCOM contro la pirateria, destinato a vivai e impianti.
Uno dei punti centrali riguarda i diritti televisivi della Serie A. La proposta introduce nuovi criteri di distribuzione basati su parametri di valorizzazione e sostenibilità: una quota dei ricavi verrebbe assegnata premiando l’utilizzo dei giovani, la solidità economica dei club, l’impiego di calciatori italiani e la qualità delle strutture. Previsti anche bonus per le società con bilanci in equilibrio nel medio periodo.

Sul fronte dei costi, il disegno di legge prevede agevolazioni contributive per i calciatori tra i 18 e i 23 anni, oltre all’introduzione di una copertura assicurativa privata obbligatoria contro gli infortuni. Spazio anche a incentivi fiscali legati alle polizze e a misure per rendere più sostenibile il lavoro sportivo.
Importante anche l’intervento sugli agenti, con limiti ai compensi e maggiore trasparenza grazie a un registro pubblico delle commissioni.

Sul piano istituzionale, infine, si ipotizza un commissariamento temporaneo della FIGC per facilitare l’attuazione delle riforme, tra cui la revisione dei campionati e il rafforzamento dei controlli economici.
La bozza, ancora in fase iniziale, punta quindi a ridisegnare il sistema calcio italiano attraverso nuove fonti di finanziamento, regole più stringenti e meccanismi premiali, con un’attenzione particolare allo sviluppo dei giovani e alla stabilità finanziaria dei club.