Mino Raiola in una lunghissima intervista ha attaccato la FIFA, che lo scorso anno lo squalificò per tre mesi, e lo ha fatto in modo veemente perché l'ha paragonata addirittura alla mafia: "La FIFA è come la mafia: se ne parli male muori. Si possono fare due cose: o lottare contro la FIFA, ed è quello che ho fatto io per anni con poco successo, o creare un nuovo sistema. Questo è il momento di una rivoluzione", ma ha anche voluto parlare di alcuni ‘suoi' giocatori.

de Ligt è un Rembrandt, Pogba invece un Basquiat

Un tempo era l'avvocato Gianni Agnelli a paragonare grandi calciatori a pittori (Baggio è un Raffaello, Del Piero è Pinturicchio), oggi invece le metafore artistiche le usa proprio Mino Raiola che ha paragonato Paul Pogba a Basquiat, grande esponente del graffitismo americano morto a soli 28 anni, e de Ligt invece a Rembrandt, pittore olandese del Seicento. Lo juventino addirittura è stato paragonato a un quadro:

Pogba è un Basquiat, artista di arte espressiva un po' ribelle. De Ligt è un Rembrandt e lo ha dimostrato nelle ultime partite. Sta diventando ‘Ronda di notte'. Dicono che fa fatica, ma io lo vedo crescere. Ora sta conoscendo una cultura diversa, lui era abituato solo a quella dell'Ajax.

Il gioiello di Raiola è Erling Haaland

Nel mercato invernale Erling Haaland è passato dal Salisburgo al Borussia Dortmund, operazione orchestrata da Raiola che gongola quando parla del norvegese, autore di otto gol in quattro partite con il club giallo-nero (7 in 3 partite di campionato, con una media incredibile, segna un gol ogni diciannove minuti:

Con lui sto lavorando da circa un anno, suo padre è coinvolto da vicino. Ho ascoltato tanti club, visto le cifre e trattato. E ciò ha permesso a Erling di scegliere in maniera ponderata.