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Neven Subotic: “Ho donato 4 milioni dei miei guadagni da calciatore, ma ora i soldi stanno finendo”

Subotic è stato un calciatore di buon livello. Da tempo ha una fondazione che ha garantito l’acqua potabile a quasi mezzo milione di persone. Ora però Subotic rischia la bancarotta.
A cura di Alessio Morra
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Neven Subotic è stato un difensore di buonissimo livello. I suoi anni migliori li ha vissuti con il Borussia Dortmund, il suo mentore è stato Jurgen Klopp che lo ha spesso elogiato anche per quanto fatto fuori dal campo. Klopp che ha scritto la prefazione dell'autobiografia di Subotic che ha definito come un santo. Lo ha fatto perché il centrale serbo che ora ha il passaporto tedesco ha cambiato vita dedicandosi anima e corpo al suo impegno filantropico, impegno forte anche a livello economico. E oggi Subotic dice che se continuerà così finirà in bancarotta, seppur per una nobilissima causa.

"Avevo la villa con la Jacuzzi e guidavo auto veloci"

"Neven iniziò a trasformarsi da calciatore a santo". Scrisse Klopp. Subotic ha rilasciato un'intervista a Die Welt nella quale ha parlato della sua vita, della sua evoluzione: "Avevo una villa con la Jacuzzi, auto veloci, agivo senza pensare, in modo semplicemente estremo. Nel 2010 tutto è cambiato e due anni dopo ho creato la mia fondazione. Quando mi sono ritirato ho deciso di dedicare tutto alla fondazione: i miei soldi, il mio tempo, le mie idee".

La fondazione e l'aiuto concreto: "Abbiamo garantito l'accesso all'acqua potabile"

Una fondazione, Well:fair, nata nel 2012 che sta lavorando molto bene e che può vantarsi di un traguardo importantissimo: "Abbiamo garantito l'accesso all'acqua potabile a 439.255 persone, che offre servizi igienico-sanitari in Africa orientale".

"Il mio patrimonio personale si esaurirà presto"

Un risultato notevole che però non basta all'ex difensore che vorrebbe più che raddoppiare quanto fatto fin qui, volendo fornire acqua potabile a oltre un milione di persone entro il 2030: "Nel nostro primo anno c'è stato un fatturato di 76 mila euro. Ora siamo quasi a 5 milioni di euro l'anno. Godiamo di maggiore fiducia e ci vengono affidati più incarichi, abbiamo una serie di partnership aziendale e questo ci consente di avere risultati migliori".

L'ex calciatore però è costretto anche a far di conto. Perché sa che se continuerà tutto così i suoi soldi finiranno. Subotic quando iniziò questa attività con la fondazione promise che ogni singolo centesimo di euro ottenuto sarebbe arrivato a destinazione. E lui sostiene ogni spesa di viaggio con fondi personali: "Il mio patrimonio personale si esaurirà presto. Ho donato circa quattro milioni di euro e svolgo attività di volontariato. Ho giocato per 14 anni da professionista, ma i miei stipendi erano al lordo e non ho avuto anni eccezionali con stipendi altissimi. Il mio denaro è limitato, per questo le partnership aziendali sono importanti, perché mi aiutano a coprire i costi della fondazione e a sostenerla".

Cosa fa oggi Subotic, ex calciatore del Borussia Dortmund

Una vita di successo e lusso nel calcio, due vittorie della Bundesliga e una finale di Champions giocata. Oggi una vita dedicata agli altri per Subotic, che nell'intervista ha parlato anche dei rapporti inesistenti con la sua famiglia: "Vivo a Dortmund. Quando io e la mia ex fidanzata ci siamo lasciati la fondazione è diventata il fulcro della mia vita. Negli anni purtroppo le relazioni si sono ripetutamente interrotte a causa dei trasferimenti: la fuga dalla Jugoslavia, l'espulsione dalla Germania, il ricominciare dagli Stati Uniti, il ritorno a Magonza per il calcio, la mia carriera. Sono separato dalla mia famiglia da 20 anni ormai.

Le relazioni possono finire, ma il mio lavoro continua e durerà oltre la mia vita. A volte mi viene da piangere quando penso a quanto sia importante. E la mia fondazione mi ha dato una nuova famiglia. Sopra di me vive una mia dipendente con il marito e la figlia di due anni. Sotto di me vive un altro amico, che conosco tramite la fondazione, con la sua famiglia. Le giornate migliori sono quelle in cui porto la piccola a fare shopping o semplicemente guardiamo i treni dalla mia finestra. Mi piace essere zio. Senza di lei, spesso passo 14 ore al computer".

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