Sei gol. Il Napoli a trazione offensiva si abbatte a ondate sul Genoa e lo travolge. Il terreno del San Paolo, che ha retto bene alla pioggia torrenziale, si trasforma in una palude per il Grifone. La squadra di Maran vi resta invischiata e senza difese. Cede di schianto agli attacchi degli azzurri schierati da Gattuso lancia in resta. Osimhen non segna ma là, in mezzo all'area di rigore, apre spazi e sgomita, tocca di tacco, svaria sul fronte offensivo, sfiora la rete di testa. El Chucky Lozano non crede ai suoi occhi: dinanzi a sé ha spazio e praterie per innescare la velocità che lo caratterizza. Tocca all'attaccante del messicano aprire le marcature e poi chiuderle virtualmente calando il poker. Zielinski, Mertens (conclusione perfetta a impreziosire una prestazione altrettanto apprezzabile tra le linee) e Politano prendono il pallottoliere. Portano il conto delle reti a sei.

Sei gol. Sei squilli alla Juventus che sarà avversaria dei partenopei nella prossima giornata. Sei raggi di luce che squarciano il cielo plumbeo. Sei marcature che fotografano quale sia (finalmente) il potenziale offensivo a disposizione degli azzurri. Sei (ed era ora) i centri che cancellano quel vizio, che era diventato ossessione, delle occasioni create e mancate. Sei + due fanno 8 gol all'attivo nelle prime 2 giornate ma il dato più interessante ancora è lo 0 nella casella di quelli subiti.

I rossoblù non erano (forse) l'avversario contro cui testare in maniera tangibile se fu "vera gloria" oppure "fuoco di paglia" ma un successo di queste proporzioni alimenta fiducia e coraggio, la convinzione che anche con un modulo 4-2-3-1 si può giocare con equilibrio e sfruttare in pieno tutte le proprie qualità. Un segnale morto forte al campionato che ha acceso i riflettori sull'Inter, quale avversaria numero uno dei bianconeri nella corsa scudetto.

Equilibrio. È la parola magica, la chiave di volta, la pietra angolare di questa squadra che – con la disponibilità al sacrificio di tutti – può permettersi il lusso di presentarsi con 4 attaccanti, una prima punta e tre frecce. E quando il capitano è costretto ad alzare bandiera bianca per il dolore muscolare, l'ingresso di Elmas conferisce alla squadra maggiore fisicità.

Unica nota stonata, l'infortunio muscolare di Lorenzo Insigne (le sue condizioni verranno valutate nelle prossime ore, si temono 3 settimane di stop). La nota più bella, il "Chucky" ritrovato. Lo dicono anche i numeri: 38 palloni toccati, 2 reti, percentuale di precisione dei passaggi bulgara (100%, 12/12), 3 tiri nello specchio della porta, 9 contrasti a terra vinti su 12. Gattuso lo ha rigenerato e adesso la "bambola assassina" fa paura. Basterà per spaventare anche la Juve?