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L’Inter non si ferma dopo lo scudetto: tris alla Lazio e le manda un avviso per la finale di Coppa Italia

L’Inter batte la Lazio all’Olimpico nella prova generale della finale di Coppa Italia: Lautaro Martinez apre la partita, Sucic la indirizza, Mkhitaryan la chiude. Biancocelesti in dieci per l’espulsione di Romagnoli dopo l’intervento del VAR.
A cura di Michele Mazzeo
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L'Inter non si ferma nemmeno dopo lo scudetto. Già campione d'Italia, con il campionato ormai chiuso e la testa inevitabilmente anche alla finale di Coppa Italia, la squadra di Chivu passa all'Olimpico con un netto 3-0 contro la Lazio e trasforma l'ultima sfida di Serie A tra le due squadre in un avviso molto chiaro in vista della partita che mercoledì assegnerà il trofeo. Lautaro Martinez ha aperto il match dopo appena sei minuti, Petar Sucic lo ha indirizzato prima dell'intervallo, Henrikh Mkhitaryan lo ha chiuso nella ripresa.

Il risultato pesa soprattutto per il modo in cui è maturato. L'Inter ha giocato con leggerezza, ma senza svuotarsi. Ha fatto turnover, ha gestito le energie, ma non ha mai dato l'impressione di considerare la partita una formalità. La Lazio, invece, ha vissuto una serata complicata fin dall'inizio: sotto dopo pochi minuti, incapace di trovare continuità offensiva e poi rimasta anche in dieci per l'espulsione di Alessio Romagnoli, arrivata dopo l'intervento del VAR.

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Il primo segnale lo ha dato Lautaro. Al 6′ l'argentino ha sbloccato la partita con una conclusione al volo, sfruttando una sponda di Thuram e colpendo la Lazio nel momento in cui il match doveva ancora trovare una forma. È stato il gol che ha tolto subito equilibrio alla partita e ha permesso all'Inter di mettersi nella condizione che preferisce: aspettare, leggere gli spazi, alzare e abbassare il ritmo senza perdere controllo.

Il raddoppio di Sucic al 39′ ha fatto il resto. Il centrocampista croato ha chiuso una bella combinazione con Diouf e Lautaro, confermando quanto la profondità della rosa nerazzurra sia stata una delle chiavi della stagione. Anche in una partita giocata con diverse rotazioni, l'Inter ha trovato qualità, presenza tecnica e soluzioni diverse. Non solo i titolari, non solo i protagonisti abituali: il gruppo di Chivu ha dato l'impressione di restare dentro la stessa identità anche cambiando diversi interpreti.

L'espulsione di Romagnoli cambia definitivamente la partita

La Lazio ha provato a restare aggrappata alla partita, ma il rosso a Romagnoli ha spento quasi del tutto le possibilità di riaprirla. L'intervento del VAR ha corretto la valutazione iniziale di Abisso e lasciato i biancocelesti in inferiorità numerica, rendendo ancora più complicata una gara già in salita. Da quel momento l'Inter ha avuto meno bisogno di forzare e più possibilità di amministrare.

Nella ripresa la squadra nerazzurra ha gestito senza scoprirsi. La Lazio ha avuto anche un'occasione per riaprire il match, ma il salvataggio di Carlos Augusto sulla linea ha evitato che la partita cambiasse inerzia. Poi Mkhitaryan ha firmato il 3-0 al 76′, chiudendo definitivamente i conti e dando alla vittoria dell'Inter una dimensione ancora più netta.

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L'Inter manda un messaggio alla Lazio prima della finale di Coppa Italia

Più che per il risultato in sé, questa partita assume un significato non indifferente in vista di quanto accadrà tra quattro giorni. Lazio e Inter infatti si ritroveranno mercoledì 13 maggio nella finale di Coppa Italia, sempre con un trofeo in palio e con un peso emotivo completamente diverso rispetto a questa partita di campionato. Ma proprio per questo il 3-0 dell'Olimpico rischia di lasciare un segno. I meneghini arrivano alla finale con la forza di chi ha già vinto lo scudetto e non sembra intenzionato ad abbassare il livello. La Lazio, invece, dovrà cancellare rapidamente una partita in cui è sembrata fragile, poco incisiva e quasi sempre costretta a inseguire.

Per Chivu è una conferma importante: l'Inter non ha staccato la spina dopo il titolo. Per Sarri, invece, la finale diventa anche una questione mentale. Servirà una Lazio diversa, più aggressiva, più pulita nella gestione e soprattutto capace di non concedere all'Inter il controllo emotivo della partita. Perché il campionato è già finito per i nerazzurri, ma la stagione no. E il messaggio arrivato dall'Olimpico è stato netto: questa Inter, anche da campione, non ha ancora smesso di correre.

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