L’Inter ribalta il Como 3-2 con Calhanoglu e Sucic: nerazzurri in finale di Coppa Italia con Atalanta o Lazio

L'Inter vince in rimonta (3-2) sul Como, aggrappata ai guizzi di Calhanoglu (doppietta) e al delizioso gol di Sucic. Va in finale di Coppa Italia, mirando al doblete per l'accoppiata con lo scudetto già cucito sulla maglia. Appuntamento all'Olimpico, il 13 maggio, per la finale contro Atalanta o Lazio. Lariani sconfitti proprio com'era successo in campionato: giocano bene, dominano anche, segnano due gol ma si sgonfiano alla distanza, vanno in bambola e sono travolti. Hanno fatto molto, manca la personalità giusta per fare un po' di più.
Como spavaldo a San Siro, piazza l'uno-due micidiale
A San Siro si vede il copione andato in scena ogni volta che gioca il Como. Qualunque sia l'avversario, la squadra di Fabregas gioca sempre alla stessa maniera: tiene il ritmo alto, fa pressione, copre gli spazi e ne apre altri in profondità facendo viaggiare velocemente a palla in avanti. E c'è un calciatore che si libera dalla marcatura, pronto a colpire. A giudicare dal ‘peso' delle occasioni e dalla ‘presenza scenica' sono i lariani a mettere il cappello sul match almeno per tutto il primo tempo, fino a legittimare il dominio tattico con un quasi gol di Baturina, un legno e di Kempf e la rete del vantaggio di Baturina che sui nerazzurri ha l'effetto di un cazzotto nello stomaco. Li fiacca proprio quando sembravano essere (finalmente) riusciti a prendere le contromisure a un avversario che brutto cliente per chiunque.

L'Inter ha la palla, perché il Como gliela lascia. È l'impressione che scaturisce dal modo in cui gli ospiti restano compatti, in partita. E assieme alla sfera le concede anche l'illusione di avere le redini dell'incontro in mano. La realtà è che la formazione di Chivu non riesce mai a salire di giri né attaccare la profondità e produce pochissimi spunti degni di nota. Perrone si arrangia come può su una girata di testa di Thuram e sventa sulla linea. Ma è solo una fiammata. La sensazione palpabile è che i lariani possano piazzare la giocata e il colpo da un momento all'altro. La rete di Da Cunha che arriva a inizio ripresa è una scudisciata: palla persa sulla pressione avversaria, assist e taglio, palla in buca d'angolo. È l'azione effetto biliardo dei lariani che legittimano il doppio vantaggio.

Nel finale il ribaltone con Calhanoglu e Sucic
L'Inter non è la stessa di un paio di settimane fa quando, sotto per 2-0, riuscì a ribaltare la gara e a calare il poker in campionato. Le servirebbe un guizzo, lo trova con Calhanoglu. E cambia tutto, perché da quel momento in poi (mancano una ventina di minuti buoni) la squadra di Fabregas perde le misure, la testa, il campo. Nel giro di pochi minuti succede di tutto e la formazione di casa ribalta il match con la qualità dei suoi uomini. San Siro esplode. Ci pensano ancora il turco e poi Sucic. Rimonta completata, come in campionato. Nerazzurri in finale, il 13 maggio si va a Roma contro Lazio o Atalanta.