Non bastano i tempi regolamentari, Milan-Torino si decide ai calci di rigore. Finisce per 5-4 e a qualificarsi ai quarti di finale è la formazione di Pioli con la conclusione decisiva di Calhanoglu. A pesare per la squadra di Giampaolo è l'errore commesso da Rincon, che si fa parare il diagonale da Tatarusanu. In precedenza avevano segnato Belotti, Lukic, Lyanko e Milinkovic-Savic per gli ospiti. Filotto perfetto dei rossoneri con Kessié, Theo Hernandez, Tonali e Romagnoli. Nel prossimo turno la sfida sarà con la vincente di Fiorentina-Inter (in campo mercoledì pomeriggio alle 15). I tiri dagli undici metri chiudono un match lungo, a margine di una gara molto equilibrata dal punto di vista tattico che ha visto sì dominio e pericolosità maggiori da parte dei rossoneri ma la sfortuna (i legni colpiti da Dalot e da Calabria) e il mancato guizzo in zona gol hanno fatto la differenza lasciando ai granata la possibilità di resistere con catenaccio e contropiede.

Il Milan domina il gioco ma non segna. È il leit motiv del primo tempo: da un lato la squadra di Pioli che tiene il comando delle operazioni, dall'altro i granata che (battuti non più tardi di domenica scorsa in campionato) serrano i ranghi e provano a resistere alla manovra dei rossoneri. Non c'è lo stesso vigore, non c'è la stessa intensità di pochi giorni fa e la gara si presenta equilibrata con un paio di occasioni per parte. Tatarusanu ferma Zaza e Gojak. Il Milan si rende pericoloso con una conclusione di Calabria e un'incursione di Leao.

Un tempo senza incidere. Dura 45 minuti la partita di Zlatan Ibrahimovic che non lascia il segno sul match. Pioli lo cambia nell'intervallo per fare spazio ad Hauge e Calhanoglu, lasciando a Brahim Diaz e Leao il compito di affondare i colpi nella difesa del Torino. Diciannove palloni giocati, 1 passaggio chiave, 2 contrasti vinti: è questo lo score dello svedese che rientrava dal primo minuto in cima al reparto offensivo ma non è mai riuscito a trovare il guizzo decisivo.

Due legni nella ripresa per il ‘diavolo'. Il Milan va vicinissimo al vantaggio nella parte iniziale della ripresa quando, in quindici minuti, centra il palo prima con Dalot e poi con Calabria. È in quel momento che Pioli inserisce anche Kessié (per Musacchio) e Theo Hernandez (fuori proprio Calabria), arretrando Kalulu in difesa, chiedendo in particolare all'ex Real di martellare sulle corsie esterne i granata ed accentrarsi per la conclusione. Giampaolo si copre e passa a quattro in difesa riservandosi di lanciare nella mischia il ‘gallo' Belotti per i supplementari.

Donnarumma espulso per una parola di troppo. L'arbitro Valeri non perdona il portiere del Milan che, nella fase cruciale della ripresa, si rende protagonista di una protesta arrivata all'orecchio del direttore di gara. Perché si lamentava? Per il mancato rigore concesso ai rossoneri per intervento del portiere, Milinkovic-Savic, su Leao. Una parola di troppo costata cara perché sottrae a Pioli un cambio sui tiri dal dischetto e soprattutto lo tiene fuori dalla gara dei quarti per squalifica.

Ancora una volta i supplementari. Oggi come l'anno scorso. Ancora una volta, per decidere la qualificazione al turno successivo di Coppa Italia, la sfida tra Milan e Torino prosegue oltre i 90 minuti regolamentari. Curiosità statistica: i granata sono andati ai supplementari in quattro delle ultime cinque partite di Coppa Italia (due di queste proprio contro il Milan).

Milan con poca fortuna all'over-time. È sempre il ‘diavolo' a mantenere l'iniziativa con il Toro che si difende e agisce di rimessa. Pochi minuti dopo è ancora la formazione di Pioli a cercare con insistenza la rete. Ci prova Calhanoglu, ma la palla finisce fuori. La sfiora con Theo Hernandez: entra in area dopo uno-due con Hauge, il suo cross viene deviato ma Milinkovic-Savic è reattivo.