Viktorija Mihajlovic racconta papà Sinisa. La primogenita del mister serbo ha presentato il suo libro "Sinisa, mio padre" a Vieni da me, trasmissione televisiva di Rai Uno. La 23enne ha raccontato alcuni retroscena legati alla battaglia contro la leucemia del papà: dal momento della scoperta della malattia, all'emozione per il primo incontro dopo le cure. Viktorija non è riuscita a reggere l'emozione, ripensando a quei difficili momenti che fortunatamente fanno parte del passato

Viktorija Mihajlovic racconta la malattia del papà Sinisa

Viktorija Mihajlovic ha raccontato il momento in cui apprese della notizia della malattia di papà Sinisa nella scorsa estate: "Il 12 luglio dello scorso anno, mentre io ed i miei fratelli eravamo in Sardegna con mia madre, mio padre chiamò per dirci che aveva un po' di febbre e non sarebbe andato in ritiro con la squadra. Ci sembrò subito strano perché non era da lui, ma non ci aspettavamo quello che poi avremmo scoperto. Una sera chiamò mia madre e le disse che dalle analisi aveva saputo di essere malato di leucemia"

Quando Viktorija apprese della leucemia di Sinisa Mihajlovic

La reazione della primogenita dell'allenatore del Bologna fu improntata alla rabbia. Ci pensò proprio Sinisa a tranquillizzare la figlia: "Mia madre lo disse subito a mia sorella minore, che per certe cose è più lucida di me, ma la loro preoccupazione era come avrei reagito io che da sempre ho paura degli ospedali e il terrore che i miei genitori potessero ammalarsi. Quando me lo dissero persi il controllo: ero molto arrabbiata, non sapevo con chi prendermela, non volevo che i miei fratelli provassero lo stesso dolore che stavo vivendo io. Non ero pronta, non ero documentata sulla malattia, poi mi chiamò lui, e con il suo modo calmo che ha di spiegarmi le cose, paradossalmente fu lui a tranquillizzare me".

Un altro momento indimenticabile per Viktorija è stato quello relativo al post primo ciclo di cure. La 23enne non riuscì a reggere l'emozione di fronte alla metamorfosi del papà: "Ho rivisto mio papà solo dopo 41 giorni e non dimenticherò mai quel momento: l’ho visto arrivare con un’andatura incerta, era dimagrito 10/12 kg, senza capelli, con la mascherina. Non volevo che lui mi vedesse stare tanto male, inizialmente non parlavo perché sapevo che avrei pianto. Mi sono lasciata andare solo quando è tornato in camera".