Nadia Padovani, moglie di Fausto Gresini: “Al suo funerale feci una promessa: ho salvato 70 famiglie”

Dopo la morte di Fausto Gresini, Nadia Padovani si è messa una mano sul cuore e sulla coscienza, rimboccandosi ulteriormente le maniche. Dimostrando grande sensibilità nonché spirito di sacrificio, la moglie del compianto ex pilota e fondatore del team Gresini Racing ha deciso di portare avanti quanto fatto dal marito. Non è stato semplice per la signora Nadia raccogliere un'eredità pesante come quella di Gresini, ma ne è valsa la pena a giudicare anche dai risultati ottenuti in pista e non solo.
Com'è cambiata la vita di Nadia Padovani dopo la morte di Fausto Gresini
Il lutto ha stravolto la vita di Padovani che si è ritrovata sulle spalle anche la gestione del suo team. Facile immaginare quanto sia stato particolare tuffarsi in questa avventura, al netto dei forti stimoli legati anche alla voglia di dare continuità al lavoro di Fausto: "All'inizio non mi conosceva nessuno – racconta nel podcast Mig Babol – Non sono mai stata una "moglie invadente", rimanevo a casa a seguire i figli. I primi anni i collaboratori parlavano più tra di loro che con me, mi vedevano semplicemente come la "moglie di Fausto". Invece ho sempre lavorato tantissimo, ho imparato molto dal gruppo e li ho coinvolti. Ho pensato: "Non importa cosa pensano, lavorerò sodo e saranno i risultati a parlare". Adesso per me è tutto normale".
Ci è voluto un po' di tempo per capire meglio determinati meccanismi, e dopo un anno Nadia ha capito meglio "cosa succedeva in pista". Le difficoltà gestionali del Gresini Racing le hanno permesso di conoscere tanti aspetti del suo compagno che non conosceva: "Ho capito tante cose di mio marito che prima non comprendevo, come i ritmi di lavoro estenuanti e i rientri a casa tardi la sera. E poi sì, è un mondo di squali. Devi essere sempre pronto e sveglio. Però la passione è cresciuta, perché dare valore al lavoro immenso che porta a quei soli 45 minuti di gara ti riempie di soddisfazione".
La promessa della moglie di Gresini dopo la sua morte
Se si guarda indietro dunque oggi, Nadia Padovani non può che essere orgogliosa della sua scelta dopo la morte di Fausto. Avrebbe potuto far finire tutto, e forse nessuno le avrebbe detto nulla. Invece la signora Gresini ha tenuto duro e pensato anche alle famiglie dei suoi dipendenti: "Dovevo portare avanti il nome di mio marito. Potevo vendere tutto nel 2021, ma lavoravano in azienda 70 persone e non me la sono sentita di lasciare a casa 70 famiglie. Inoltre, l'azienda era stata costruita con i sacrifici di Fausto. Vendere significava perderlo completamente. Al funerale dissi in un impeto d'emozione: ‘Noi rimaniamo in pista e faremo vedere al mondo che cos'è la Gresini Racing‘.
E oggi tutta la supervisione delle gare passa da lei, e le cose vanno meglio anche perché ci sono persone fidate al suo fianco. Dal lavoro settimanale in azienda, ai week-end di gara, Nadia non si ferma mai. E una delle cose più belle non può che essere il rapporto con i piloti che vede come se fossero i suoi figli: "Diciamo che tutte le volte che scendono in pista questi ragazzi, che per me sono come se fossero miei figli perché hanno la loro età, c'è sempre quel timore che possa succedere qualcosa di brutto. Magari in una scivolata, spero che il pilota si rialzi subito e stia bene. L'emozione c'è sicuramente".