Bagnaia spiega come ha evitato la beffa finale nel GP Mugello: “Sapevo che Ogura sarebbe arrivato”

Pecco Bagnaia ha evitato la beffa più dolorosa nel GP d'Italia della MotoGP 2026: perdere il podio all'ultima curva del Mugello, davanti al pubblico di casa, dopo essere stato in testa alla gara per metà corsa. Il pilota Ducati ha chiuso terzo nella domenica dominata dall'Aprilia, con Marco Bezzecchi vincitore precedendo Jorge Martin, ma il suo risultato è rimasto appeso fino agli ultimi metri a causa dell'attacco di Ai Ogura che sembrava essere molto più veloce.
Il piemontese aveva preso il comando nelle prime fasi, guidando da leader dal terzo al tredicesimo giro e provando a trasformare la gara lunga nella risposta più attesa dopo un weekend complicato. Poi il calo di grip al posteriore ha cambiato tutto: prima il sorpasso di Bezzecchi, poi quello di Martin, infine il rientro minaccioso dell'alfiere Trackhouse. Per questo perdere il terzo posto proprio alla Buccine avrebbe avuto un peso enorme: non sarebbe stato solo un quarto posto, ma il crollo finale di una gara condotta a lungo e difesa con quello che restava della Ducati.

Bagnaia e la difesa su Ogura: "Sapevo che sarebbe arrivato"
Il momento decisivo è arrivato nell'ultimo giro. Il 29enne di Chivasso aveva ancora 1.4 secondi di margine sul giapponese, ma sapeva che quel vantaggio non bastava più. La gomma posteriore era finita, il passo era calato e il 25enne di Tokyo stava recuperando rapidamente.
"Proprio quando ho iniziato l'ultimo giro con 1,4 secondi di vantaggio su Ogura, sapevo che sarebbe arrivato perché di solito è incredibile negli ultimi giri", ha spiegato Bagnaia dopo la gara. Non è stata quindi una difesa improvvisata. Il tre volte campione del mondo ha capito in anticipo dove sarebbe arrivato l'attacco e ha preparato la risposta. "Ho iniziato a sentire il rumore della sua moto alla curva 12 e ho pensato: ‘Ok, devo frenare più forte del solito nell'ultima curva per non dargli spazio. E se prova a sorpassarmi, andrà largo‘". La strategia era chiara: chiudere l'interno, costringere il pilota nipponico ad allargare la traiettoria e poi incrociare per uscire meglio verso il rettilineo.
È esattamente quello che è successo. Il pilota del team Trackhouse si è infilato all'ultima curva, ma è finito largo. L'alfiere Ducati ha stretto la linea, ha riaperto il gas e ha salvato il podio per appena 34 millesimi. "Quindi la strategia era corretta, ma al limite, perché perdere il podio in questo modo all'ultima curva, dopo una gara come questa, avrebbe potuto essere un disastro a livello emotivo" ha infatti riconosciuto il piemontese al termine della corsa sul circuito toscano.
Il motore Ducati salva il podio di Bagnaia al Mugello
Il finale è stato al limite anche perché Bagnaia non aveva più aderenza. In uscita dall'ultima curva la sua Ducati ha pattinato molto, ma sul rettilineo del Mugello la Desmosedici ha fatto la differenza. "Oggi la mia moto era un razzo, quindi è stato difficile essere superato di nuovo", ha difatti aggiunto il piemontese. "È vero che nell'ultima curva ho pattinato parecchio, quindi speravo solo di uscire nel modo migliore possibile". Il 29enne si è abbassato il più possibile sulla moto per evitare che l'anteriore si sollevasse e per scaricare a terra tutta la potenza del motore: "È stato anche grazie al mio motore, perché era davvero potente" ha infatti ammesso.
C'è stato anche un piccolo spavento: la dashboard della sua Ducati difatti indicava ancora due giri alla fine. "Ero un po' confuso perché la mia moto mi diceva: ‘due giri alla fine'", ha difatti raccontato il piemontese che quando ha visto sventolare la bandiera a scacchi ha tirato un sospiro di sollievo. "Ma poi sono uscito dall'ultima curva e ho visto la bandiera a scacchi, quindi ho detto: ‘Grazie mille', perché con un altro giro sarebbe stato impossibile rimanere davanti" ha infatti proseguito il pilota di Chivasso.
Per Bagnaia resta un podio che non cancella i problemi, ma cambia il peso della sua domenica, nonché il prosieguo della sua stagione. Dopo aver guidato a lungo il GP d'Italia della MotoGP al Mugello, il quarto posto sarebbe stato una beffa feroce. Il terzo, salvato per un nulla, vale dunque molto più di un terzo gradino del podio.