La conquista dello scudetto ha scatenato l'euforia legittima dei tifosi dell'Inter, impazziti di gioia per la conquista del 19simo titolo scucito dalla maglia della Juventus che dominava in Serie A da 9 anni. Un dettaglio che dà più gusto al successo arrivato a distanza di 11 anni dal trionfo che scandì l'epopea del triplete. E fa niente che alla guida della squadra ci sia proprio un ex bianconero (la nemesi sa essere davvero beffarda), il popolo nerazzurro può fare festa legittimamente.

Non ci sono ombre su un risultato meritato. "Vincere con l'Inter non è semplice, chi è stato in questo ambiente sa che c'è una situazione complicata, devi entrarci dentro e capire – ha ammesso il tecnico nelle interviste al Club di Sky -. Ma non devi snaturarti. Io non l'ho fatto e alcuni tifosi che storcevano il naso per il mio passato hanno capito". E tra questi tifosi che hanno capito ce n'è uno in particolare. Un ex calciatore che lo scudetto lo ha vinto quando in panchina c'era José Mourinho e assieme a lui ha sollevato anche una Champions. Chi è? Marco Materazzi, alias Matrix (il suo nome da battaglia in campo). Non poteva certo mancare il suo intervento (in tackle) a corredo di una giornata straordinaria per la sua Inter.

Come definire questo scudetto? Bello – dice nell'intervento alla Gazzetta dello Sport -. E lo è per due motivi. Anzitutto perché spodestiamo la Juve, cui facciamo tanti complimenti per gli anni passati, ma che ora si deve scansare. E poi perché questo risultato è stra-meritato.

Il meglio deve ancora venire. Materazzi ne è convinto e lancia lo sguardo verso il futuro, augurandosi che le scelte della società vadano nella direzione intrapresa e che lo scudetto sia solo un punto di partenza.

Dissi che la Juventus era davanti di dieci anni, in fondo ho sbagliato solo di uno. La svolta è stata nel derby, se credi di essere il re di Milano e ti ritrovi sotto… Con Conte si può aprire un ciclo.