L'Inter ha vinto lo Scudetto matematicamente e la settimana che ha accompagnato i nerazzurri alla sfida giocata oggi contro la Sampdoria, è stata vissuta in un clima assolutamente di festa. Un trionfo celebrato al meglio da squadra, staff e dirigenza che hanno voluto rendere omaggio a un gruppo che è riuscito a non sgretolarsi dopo la cocente eliminazione in Champions e dalla Coppa Italia. Ma Beppe Marotta, amministratore delegato del club, ha voluto ribadire subito la posizione della società in vista della prossima stagione.

Negli ultimi mesi si è infatti parlato tanto della crisi del club con il gruppo Suning in grande difficoltà per via della pandemia. C'è bisogno di programmare al meglio il futuro societario dell'Inter e così Marotta, alla vigilia della gara contro la Sampdoria, ai microfoni di Sky, ha voluto spiegare al meglio la posizione del club: "Il modello di riferimento attuale non è più sostenibile – ha spiegato – In settimana parleremo con i giocatori…".

Le strategia dell'Inter per il futuro spiegate da Marotta

Un messaggio criptico ma piuttosto chiaro che fa luce sulla situazione attuale della società nerazzurra pronta a cambiare le strategie future per non oscurare quanto di buono fatto nel presente, con Conte allenatore e una struttura di squadra in netta crescita. "Il momento di festa attuale va goduto e non ci sono tensioni – ha ribadito Marotta – Ma la prossima settimana saranno avviati colloqui con i singoli giocatori alla presenza di Zhang". Marotta ha specificato: "Bisogna sensibilizzare i giocatori sul momento di difficoltà economico-finanziaria non solo dell’Inter, ma di tutto il calcio, a seguito della pandemia".

Ma cosa farà l'Inter per riuscire a superare questa crisi già annunciata da tempo? Marotta sottolinea la volontà del club di voler rispettare gli accordi presi con i giocatori sui premi in caso di vittoria dello Scudetto: "I bonus saranno liquidati come da accordi perché sono frutto di un traguardo meritato". Poi Marotta spiega i motivi che hanno portato a questa situazione: "Il modello di riferimento non è più sostenibile e il costo del lavoro varia tra il 70-75% che porterebbe qualsiasi azienda al default". E conclude: "È una situazione catastrofica".