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Lele Adani inorridito: “Partite come Milan-Juve fanno schifo. Eppure in tanti saranno contenti”

Lele Adani è stato durissimo in diretta dagli studi della Nuova DS di fronte allo 0-0 di Milan-Juventus definito senza mezzi termini “un calcio che fa schifo”. Una durissima reprimenda nel tentativo di scuotere gli animi italici: “Non siamo esportabili, tutti sono felici perché è stato fatto il risultato, la classifica. Davanti ad una partita così non ci resta che piangere”
A cura di Alessio Pediglieri
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Milan e Juventus si sono divise la posta in palio domenica sera nel posticipo di campionato a San Siro, a reti inviolate. Un punto a testa, un passo in avanti nel cammino verso un posto Champions League ma spettacolo, gioco e gol non si sono visti. I 60 mila presenti non hanno di certo gradito, eppure è stato questo il calcio mostrato tra due delle più quotate squadre di Serie A, che ha fatto esplodere qualche istante dopo in diretta TV alla Nuova DS sui canali Rai, Lele Adani che non ha utilizzato mezzi termini su quanto assistito, deludente e deprecabile per tutto il movimento italiano.

L'Italia dei club fuori dalle Coppe europee, l'Italia della Nazionale fuori, per la terza volta, dai Mondiali. E poi si assiste ad uno spettacolo svilente come Milan-Juventus dove ha vinto il non gioco, dove il fine (di salire un gradino ulteriore verso un posto in Champions) ha trionfato, giustificato ogni mezzo possibile per ottenerlo. Questo il riassunto acre del pensiero durissimo di Lele Adani, opinionista alla DS sui canali Rai che non ha utilizzato gli zuccherini per analizzare tutto ciò: "La metà degli italiani è contenta di questa partita. Si cita Brera per rispetto del sacro del giornalismo, ma quanti domani celebreranno tutt'altro? Sentiremo i "non abbiamo fatto tirare in porta l'avversario", gli "abbiamo consolidato il posto in Champions League", esordisce l'ex difensore.

Negli studi della DS cala il silenzio, Adani prende la parola e non la lascia più: "Secondo me la metà degli italiani è contenta di questa partita. Quanti? Siate sinceri, tanti, troppi. È 10 anni che dico che per allinearci al mondo dobbiamo fare un calcio di ritmo, di proposta, di dominio, di coraggio e vengo preso per filosofo o teorico. Questa è la verità" spiega Adani, con tutti i presenti in studio in silenzio. "Questo calcio non è esportabile. Ma facciamo ridere, non emozioniamo: oggi chi ha guardato questa partita ha spento dopo un quarto d'ora. "Non ci resta che piangere" questa è la citazione giusta. Questa è la verità e lo sapete tutti, però sapete anche che intorno a voi ci sarà quello che dice "Ma non conta lo spettacolo, conta il risultato".

I riferimenti sono chiari: Adani riprende uno dei neologismi del calcio che si sono sdoganati nei giorni scorsi, aprendo un dibattito tra "giochisti" e "risultatisti". "Termini orribili, ma non faccio controcultura. E' proprio  la cultura che c'è in questo Paese che non va, perché la polemica è meglio dell'analisi, perché l'analisi richiede approfondimento perché nessuno ti sa spiegare perché facciamo poi ridere a livello di club nelle Coppe o perché andiamo fuori per il Terzo mondiale. Perché dobbiamo tenere le cariche e le poltrone, ma non sappiamo poi però trovare le soluzioni. O perché il nostro ritmo di calcio è il più lento o perché abbiamo l'arbitraggio peggiore?" Le domande di Adani si accavallano, e la risposta è lapalissiana: "E' un calcio che fa schifo, però lo 0-0 così va bene, siamo a posto… abbiamo raggiunto l'obiettivo"

La rabbia di partite come Milan-Juve che dovrebbero essere il fiore all'occhiello del nostro calcio e mostrarsi all'estero il lato migliore, è pari al fallimento di quanto avvenuto: "Sono tutti contenti? Siamo sicuri? I 60.000 di San Siro lo sono? Sono contenti perché hanno raggiunto il terzo quarto posto alla Champions League? Questa è la verità… Ragazzi, per fare il risultato non devi far partite così che fanno schifo e dovete ammetterlo anche a quelli che ve lo dicono in separata sede nei giornali, nei blog, negli account Instagram, in tutti i social, nelle TV" la conclusione amarissima di Adani.

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