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L’arbitro Makkelie riceve una telefonata durante la finale di Coppa d’Olanda: “Una grave minaccia”

Durante la finale di Coppa d’Olanda, l’arbitro Danny Makkelie è stato improvvisamente richiamato a bordo campo per rispondere a una telefonata. L’oggetto della chiamata era una situazione potenzialmente pericolosa all’interno dello stadio. L’ex allenatore e attuale commentatore Robert Maaskant ha dichiarato di avere appreso che c’era “una grave minaccia”.
A cura di Paolo Fiorenza
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Durante la finale di Coppa d'Olanda tra AZ e Nec che si è giocata domenica scorsa, si è assistito a scene mai viste su un campo di calcio e che hanno fatto discutere parecchio nei Paesi Bassi: a un quarto d'ora dal termine, l'arbitro internazionale Danny Makkelie è stato improvvisamente chiamato a bordo campo e gli è stato messo in mano un telefono. Si è poi scoperto che la concitata telefonata riguardava un problema di sicurezza nello stadio. "C'era una grave minaccia", ha dichiarato al riguardo l'allenatore e commentatore Robert Maaskant.

L'arbitro Makkelie chiamato al telefono improvvisamente durante la finale di Coppa d'Olanda tra AZ e Nec

La finale fino a quel momento era stata a senso unico e al 73′ l'AZ ha chiuso di fatto i giochi segnando il gol del 3-0. Poco dopo è successo qualcosa davvero di insolito: il 43enne Makkelie, direttore di gara molto esperto che in carriera ha arbitrato anche la semifinale degli Europei 2021 vinti dall'Italia, è stato richiamato urgentemente a bordo campo per parlare al telefono. A quanto si è successivamente appreso, la chiamata riguardava il possibile utilizzo di fuochi d'artificio (che sono proibiti) sugli spalti e i conseguenti rischi sul piano della sicurezza all'interno dello stadio.

Erano i tifosi del Nec, ormai battuti e animati da sentimenti tutt'altro che amichevoli, a voler trasformare la finale da festa dell'AZ in un inferno, magari forzando l'interruzione della partita come già in passato si è visto in Olanda, sempre per fuochi d'artificio selvaggi. Infiltrati tra i tifosi sulle tribune c'erano agenti in borghese che hanno fatto scattare subito i protocolli del caso: un addetto alla sicurezza ha dato il telefono a Makkelie affinché fosse avvisato di quello che poteva succedere di lì a poco, mentre allo stadio veniva diramato un avviso riguardante il possibile pericolo di fuochi d'artificio.

Partita interrotta per alcuni minuti: pericolo allo stadio per una imminente pioggia di fuochi d'artificio

L'allenatore dell'AZ, Leeroy Echteld, non riuscendo a capire cosa stesse succedendo e temendo la beffarda sospensione definitiva di una finale già vinta, è andato a confrontarsi con la squadra arbitrale. "Dove sono i fuochi d'artificio? Non c'è niente, vero?", ha chiesto. "Suvvia, stanno solo facendo il loro lavoro", gli ha risposto Makkelie, che avendo un passato da poliziotto (è stato ispettore fino al 2023) aveva già affrontato in vita sua molte situazioni di rischio per la sicurezza.

L'interruzione è durata alcuni minuti, con Makkelie sempre al telefono, prima che il direttore di gara desse il via libera per la ripresa del gioco. Alla fine le misure di sicurezza hanno funzionato alla perfezione, visto che non si sono visti né sentiti fuochi d'artificio e la partita è regolarmente arrivata al fischio finale, concludendosi con la vittoria dell'AZ per 5-1.

La "grave minaccia" sventata grazie agli agenti in borghese presenti sugli spalti

Quanto accaduto domenica allo stadio De Kuip di Rotterdam (casa del Feyenoord, dunque campo neutro) è stato oggetto di grande discussione nelle ore successive, data l'eccezionalità della situazione. L'allenatore e analista televisivo Robert Maaskant ha dichiarato di aver appreso ulteriori dettagli su quanto stava succedendo. "Ho capito che c'era una grave minaccia – ha spiegato nel suo podcast – Ci chiedevamo tutti: cosa sta succedendo? Più tardi ho capito cosa stava realmente accadendo. Hanno colto segnali che indicavano una grave minaccia. C'erano segnalazioni di un gran numero di fuochi d'artificio che stavano per essere sparati dalla curva dei tifosi, quindi si è trattato di una misura preventiva".

"Naturalmente ci sono agenti in borghese sparsi per le tribune, quegli uomini in abiti civili – ha continuato Maaskant – Nel momento in cui percepiscono e vedono che sta per succedere qualcosa, si mettono in contatto molto rapidamente con chi di dovere. È esattamente quello che è successo. Sul campo non era chiaro cosa stesse succedendo in quel momento, ma probabilmente si era diffusa la voce che sarebbero stati sparati moltissimi fuochi d'artificio. L'informazione proveniva da quel settore".

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