Perché i tifosi del Giappone puliscono lo stadio dopo ogni partita ai Mondiali: “Siamo onorati di essere qui”

Dopo il grande pareggio del Giappone contro l'Olanda ai Mondiali i tifosi si sono dati da fare e hanno ripulito le tribune dello stadio di Kansas City da tutti i rifiuti. È una scena che si ripete puntuale a ogni grande torneo in cui è presente la nazionale: muniti di guanti e di sacchi della spazzatura i giapponesi restano nell'impianto anche dopo il fischio finale per ripulire il settore che li ha ospitati, lasciando tutta la spazzatura in un angolo pronta per essere ritirata e buttata.
Ormai è diventata una routine e non è soltanto una questione di educazione e cultura. Al canale ufficiale della FIFA una tifosa ha spiegato perché si comportano così: "È una questione di rispetto, per ogni cosa". Non solo loro, ma anche i giocatori negli spogliatoi lasciano tutto immacolato, accompagnando spesso gli asciugamani piegati a un piccolo biglietto di ringraziamento per l'ospitalità.
I tifosi giapponesi puliscono le tribune
È stato un esordio ai Mondiali ottimo per il Giappone che ha fermato l'Olanda sul 2-2 guadagnando un punto importante per sperare di qualificarsi ai sedicesimi di finale. Ma l'attenzione è stata catturata anche dal comportamento dei tifosi che dopo la partita sono rimasti nello stadio per pulire le tribune: è loro buona abitudine farlo in ogni grande torneo dove si muniscono di guanti e sacchi della spazzatura per raccogliere i rifiuti.
La routine spiazza gli altri tifosi, ammirati dal loro comportamento. La spiegazione però è molto semplice: "Fa parte della cultura, ma è anche una questione di rispetto per tutto. Rispetto per i giocatori, per i tifosi, ma anche per lo stadio. Siamo onorati di essere qui, quindi non vogliamo sporcare e poi andarcene. Credo che sia questo il motivo per cui lo facciamo". È una forma di ringraziamento verso chi li ospita ma anche un modo per omaggiare i Mondiali, lo stesso che i calciatori mettono in atto negli spogliatoi che vengono riordinati dopo ogni partita.