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Mondiali di calcio 2026

Arbitro accusato di aver fatto un gesto di “supremazia bianca” in TV ai Mondiali: cosa significa

Durante il match tra Germania e Curaçao, le telecamere hanno ripreso l’arbitro australiano Shaun Evans mentre eseguiva un gesto controverso. La FIFA ha aperto verifiche dopo le accuse avanzate da organizzazioni impegnate nella lotta al razzismo.
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Un arbitro impegnato ai Mondiali 2026 è finito al centro delle polemiche dopo essere stato accusato di aver mostrato in diretta televisiva un gesto associato, secondo alcuni osservatori, agli ambienti della supremazia bianca. L'episodio sarebbe avvenuto durante la trasmissione della partita tra Germania e Curaçao, terminata con un netto 7-1 per i tedeschi.

Il protagonista della vicenda è l'australiano Shaun Evans, abituale direttore di gara della A-League. Durante un collegamento con la sala VAR, le telecamere lo hanno ripreso mentre teneva la mano in una posizione che ha suscitato immediatamente discussioni sui social e tra le organizzazioni impegnate nella lotta alle discriminazioni.

Dopo le polemiche emerse la FIFA ha deciso di cambiare protocollo alle inquadrature della sala VOR: già nelle partite successive, ovvero quelle tra Costa d'Avorio ed Ecuador e tra Svezia e Tunisia, gli ufficiali presenti nella sala VAR non sono più stati mostrati in posa davanti alle telecamere durante le trasmissioni televisive ma guardano i monitor quando li presentano.

Il gesto ‘suprematista' in diretta TV durante Germania-Curaçao scatena le accuse

Il gesto in questione consiste nell'unire pollice e indice formando un cerchio, con le altre tre dita distese. Tradizionalmente è conosciuto come il segno di "OK", ma negli ultimi anni è stato adottato anche da gruppi dell'estrema destra come simbolo di "White Power". In questa interpretazione, le tre dita rappresenterebbero la lettera "W", mentre il cerchio formato da pollice e indice consentirebbe di individuare una "P".

L'associazione di questo simbolo con l'estremismo è diventata particolarmente nota dopo che il terrorista australiano Brenton Tarrant lo mostrò durante un'udienza in tribunale nel 2019, dopo l'attacco alle moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda.

La FIFA ha confermato di essere al corrente dell'accaduto e di aver aperto un'indagine, senza però fornire ulteriori dettagli o commenti. Attraverso l'organizzazione, è stata inoltre offerta a Evans la possibilità di esprimere la propria posizione.

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FIFA sotto pressione: indagine aperta mentre cresce la polemica internazionale

La questione resta tuttavia controversa. L'Anti-Defamation League, che include il simbolo tra quelli potenzialmente riconducibili all'odio razziale, invita infatti alla prudenza. L'organizzazione sottolinea che il segno mantiene numerosi significati innocui e largamente diffusi, a partire dal suo uso tradizionale per indicare approvazione o consenso.

Inoltre, in diversi paesi il gesto è utilizzato anche come parte di un gioco informale tra ragazzi, nel quale una persona lo mostra all'altezza della vita e chi lo nota guardando verso il basso perde la sfida.

Negli ultimi anni, casi simili hanno generato conseguenze significative. Nel 2018 la United States Coast Guard allontanò un membro di una squadra operativa dopo accuse analoghe. Nel 2019 i Chicago Cubs vietarono l'accesso allo stadio a un tifoso ripreso mentre eseguiva il gesto durante una trasmissione televisiva. Più recentemente, nel 2023, il club di MLS D.C. United licenziò un preparatore atletico dopo un episodio simile sui social media.

Nonostante l'ampia attenzione mediatica suscitata dal caso, fino alla tarda serata di domenica né la FIFA né Evans avevano ancora fornito una spiegazione pubblica sull'accaduto.

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