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Le immagini delle tattiche dilatorie dell’Arsenal in finale di Champions: l’arbitro Siebert li stronca

Alcune immagini non viste in diretta mostrano perché l’arbitro Siebert che ha diretto la finale di Champions League ha deciso di fischiare la fine del primo tempo non facendo battere un calcio d’angolo all’Arsenal: ha voluto dargli una lezione per le tattiche di basso livello usate, volte a perdere tempo.
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Stavolta l'Arsenal ha trovato pane per i suoi denti, nei panni dell'arbitro Daniel Siebert, che sabato scorso ha diretto la finale di Champions League vinta dal PSG ai rigori sui londinesi. La squadra di Mikel Arteta, fresca campione d'Inghilterra, si è fatta un nome Oltremanica per motivi non esattamente legati allo stile pulito di gioco: media e social parlano spesso delle "arti oscure" dei Gunners per portare a casa il risultato, perdendo tempo, spezzando il ritmo degli avversari, usando tutto quello che il regolamento consente (e talora andando oltre) sui calci piazzati, corner in primis.

L'Arsenal fa passare un minuto e mezzo: il pallone è in gioco per pochi secondi

Il 42enne tedesco Siebert, oltre a essere parecchio esperto di partite ad alto livello, era ovviamente molto ben istruito sulla caratteristiche di squadre e calciatori che avrebbero giocato la finale di Budapest. Alla fine del primo tempo ha dunque voluto dare una lezione all'Arsenal, facendogli pagare proprio la stucchevole perdita di tempo che praticamente non aveva fatto giocare l'ultimo minuto, tra una rimessa laterale in cui si erano passati la palla tre calciatori e un calcio d'angolo la cui battuta ugualmente era stata ritardata. L'arbitro ha quindi deciso di non far battere il corner, mandando le squadre negli spogliatoi senza concedere ulteriore recupero.

L'arbitro della finale di Champions dà una lezione ai Gunners: non fa battere il calcio d'angolo

Del resto basta vedere la sequenza di alcune immagini non trasmesse in diretta TV per capire quanto i giocatori dei Gunners, in quel momento in vantaggio per 1-0, stessero tirando la corda in maniera estenuante per far trascorrere il tempo e portare il risultato all'intervallo. Siebert aveva concesso 6 minuti di recupero, all'inizio dell'ultimo c'è una rimessa laterale per i biancorossi in zona d'attacco: prima prende la palla Havertz, poi la consegna a Mosquera, infine anche quest'ultimo non batte il fallo laterale, lasciando l'incombenza a Rice. Sul prosieguo dell'azione il pallone finisce in calcio d'angolo: anche lì i calciatori di Arteta se la prendono con comodo e allora l'arbitro, pressato anche dalle proteste dei giocatori del PSG, fischia la fine del primo tempo a 6 minuti e 30 secondi di recupero.

Il 42enne tedesco Daniel Siebert ha diretto la finale di Champions League tra PSG e Arsenal
Il 42enne tedesco Daniel Siebert ha diretto la finale di Champions League tra PSG e Arsenal

Perché Siebert ha deciso correttamente: cosa dice il regolamento

Un comportamento corretto a termini di regolamento: Siebert non era infatti obbligato a far battere il corner (diverso ovviamente sarebbe stato il caso di un calcio di rigore). L'arbitro è l'unico ‘cronometrista' ufficiale della partita e può decidere di fischiare la fine del tempo se una squadra sta chiaramente perdendo tempo su un calcio piazzato. Né serve un cartellino giallo preventivo in quel momento esatto: basta la discrezionalità. La sua decisione è stata promossa dai commentatori neutrali, intendendo dare in quel modo un messaggio chiaro sulla volontà di stroncare tattiche che poco hanno a che fare col calcio giocato.

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