L’Arsenal travolta come l’Inter, il PSG domina in ogni dato: i numeri impietosi delle due finali

Mikel Arteta finisce nel mirino delle critiche dopo la sconfitta dell’Arsenal nella finale di Champions League contro il PSG. L’allenatore spagnolo è stato accusato di aver adottato un approccio troppo prudente e, in alcuni casi, definito addirittura “imbarazzante” da parte di alcuni commentatori delle televisioni inglesi.
La gara di Budapest ha visto i Gunners partire nel migliore dei modi grazie al gol di Kai Havertz dopo appena sei minuti, ma il vantaggio non è bastato per indirizzare la partita. Il Paris Saint-Germain ha reagito nella ripresa trovando il pareggio con Ousmane Dembélé e poi ha avuto la meglio ai rigori, conquistando il titolo.

Nel post-partita si sono concentrate molte delle polemiche sull’atteggiamento dell’Arsenal, accusato di essersi abbassato troppo dopo il gol iniziale, lasciando il possesso agli avversari e rinunciando a giocare con continuità. Le statistiche hanno evidenziato anche un dato insolito: appena il 24,7% di possesso palla, il più basso mai registrato in una finale di Champions. Altre statistiche alquanto significative: un solo tiro verso la porta avversaria, 7 conclusioni totali, 0,44 gli xG creati e 285 passaggi completati.
Il PSG, dal canto suo, ho piazzato un possesso palla del 75% con 21 tiri totali e 4 verso la porta (1 palo), 1.72 di xG e 889 passaggi completati.
Mikel Arteta ha provato a leggere la sconfitta anche in chiave costruttiva, sottolineando l’importanza dell’esperienza accumulata e il valore del percorso europeo della sua squadra, pur ammettendo la necessità di migliorare alcuni aspetti nella gestione delle partite di alto livello.
Confronto Arsenal-Inter contro il PSG in finale
Il dominio del PSG nella competizione europea è clamoroso e a completare il quadro ci sono anche i numeri della finale contro l’Inter di dodici mesi fa, che confermano una tendenza ancora più ampia rispetto alla gara contro l’Arsenal. I parigini hanno imposto un controllo totale del gioco con 3,12 ExpectedGoals contro 0,49 dei nerazzurri, 59% di possesso palla contro 41% della squadra allenata da Simone Inzaghi, 23 tiri a 8 per i ragazzi di Luis Enrique e 8 conclusioni in porta per il PSG contro le 2 dei meneghini.
Dominio assoluto.

Netto anche il divario nei passaggi (466 con l’88% di precisione contro 287 all’82%) e nella produzione offensiva: 265 passaggi nella metà campo avversaria e 31 tocchi in area contro 96 e 14 dell’Inter. Numeri che raccontano una superiorità costante e strutturale.
Le due finali mostrano però approcci diversi alla sconfitta. L’Arsenal ha provato a proteggere il vantaggio iniziale abbassandosi fino a registrare solo il 24% di possesso, scegliendo una strategia estremamente attendista che lo ha esposto alla pressione costante del PSG.

L’Inter, invece, è stata schiacciata in modo più ‘naturale' dal gioco del club francese, senza mai riuscire a risalire stabilmente il campo, ma mantenendo comunque più presenza difensiva (37 duelli vinti e 11 aerei) rispetto ai Gunners.
In sintesi, l’Arsenal ha perso soprattutto per la scelta di abbassarsi troppo presto, mentre l’Inter ha subito un dominio tecnico e territoriale più totale e continuo da parte del PSG.