Quando vidi la partita Svezia-Inghilterra del 14 novembre 2012, pensai: “Nel 2020 questo calciatore sarà ricordato per questa partita e tutti penseranno che giocatori così non ne nasceranno più”. Mi ritrovo il 14 novembre 2020 e nessuno pronuncia la frase da me profetizzata. E non lo fanno non perché il calciatore non sia straordinario, ma perché Zlatan Ibrahimović non ha lasciato il calcio e non è nemmeno in qualche campionato prendisole, ma è ancora quel calciatore strabordante di quella indimenticabile partita.

“È il gol più bello che abbia mai visto dal vivo in vita mia”. – Steven Gerrard

La partita di cui parliamo non è un’amichevole fra Nazionali come tante, non solo perché si sfidano due grossi calibri, Inghilterra e Svezia, ma perché in quell’occasione viene inaugurato il nuovo “Nationalarenan Friends Arena”, conosciuto anche come Nationalarenan, lo stadio in cui tre anni dopo perderemo la partita che ci eliminerà di fatto dai Mondiali di Russia 2018.

“È un’opera d’arte”. – Roy Hodgson, allenatore della Nazionale inglese

L’Inghilterra scende in campo con tre debuttanti, Steven Caulker del Tottenham, Leon Osman dell’Everton e Raheem Sterling del Liverpool, ma anche con il capitano Gerrard, che fa 100 presenze con la Nazionale dei tre Leoni. La Svezia ha tanti onesti calciatori ma un solo grande astro.

“You've never seen anything like this!… Ibrahimovic executed something that 99.9% of players wouldn't even have thought of, performing a preposterous overheaded kick to lob the ball into the net from 30 yards!”. – Testo della diretta testuale del sito del quotidiano “The Guardian”

Dopo 19 minuti Ibra già timbra il cartellino. Gli inglesi tornano molto blandamente all’indietro e lasciano spazio a Martin Olsson sulla sinistra. Cross basso su cui Ibrahimovic, senza essere marcato (non vi mettete a ridere), si avventa di sinistro. Steven Caulker si oppone, ma Ibra in un nanosecondo si ricoordina di destro e di punta spara all’incrocio. Un gol difficilissimo per coordinazione e tempi, ma che sembra la cosa più facile del mondo. Per Ibra sarà questo il gol più importante di quella partita perché il primo nel nuovo stadio.

“Ha segnato un gol magnifico. E lui è un giocatore straordinario. A me non è mai riuscito di farne quattro in una partita”. – Zinedine Zidane

L’Inghilterra però è una squadra piena di ottimi calciatori, con uno Sterling che inizia a mostrare quello che può fare e sale di colpi. Dal 34’ al 38’ ribalta il risultato, segnando con Welbeck, su bellissimo cross di Ashley Young e con Caulker, su punizione battuta da Gerrard. La Svezia sembra davvero una sola cosa. Ma cosa può fare quell’unica cosa contro l’Inghilterra?

“Sei solo un Andy Carroll” – Coro dei tifosi inglesi sul 2-1 per l’Inghilterra.

Fino al 77’ in effetti le forze in campo dimostrano la grande differenza fra le due formazioni. I cambi che si susseguono in queste amichevoli poi cambiano poco. A un certo punto, senza grandi speranze, Anders Svensson butta la palla in avanti. Caulker semplicemente non sa marcare a uomo e si fa scappare Ibra dietro le spalle. Stop e tiro al volo, come si prende il caffè con la tazzina tiepida. Non esulta nemmeno. Si rassicura che Cahill non si sia fatto male dopo essere stato travolto dal turbine del suo destro.

“Per segnare un gol come il quarto di Ibra all'Inghilterra devi essere completamente pazzo”. – Paolo Condò

Non è più un Andy Carrol qualsiasi per gli inglesi, ma per lui non è ancora finita. Dopo 7 minuti decide di tirare in porta una punizione da 40 metri. Spara una botta sul palo del portiere, Hart, che mostra pochezza in tutto, sia nel capire dove posizionarsi, sia nel darsi lo slancio per parare quel pallone. L’ultimo a segnare una tripletta alla Nazionale inglese era stato Marco van Basten nella seconda partita degli Europei 1988. Ormai Ibra è già storia. Ma non gli basta ancora.

“A volte, quando fa queste cose in allenamento o in una partita, non pensi che sia possibile " –  Erik Hamren, allenatore della Svezia

E allora ci siamo. È il 90’. Ibra la spiega molto semplicemente, con parole del tipo: “Il portiere ha alzato il pallone, sapevo che era fuori dalla porta, ho provato a calciare al volo, per fortuna il difensore sulla linea non l’ha presa, è andata bene”. Ma per spiegare il colpo al volo rovesciato con il quale segna il quarto gol non bastano le parole da calciatore di Ibrahimovic. L’unico rifugio che trovo è stilare una lista di elementi che ci sono dentro quel colpo grandioso: acrobazia, coordinazione, taekwondo, arte, intuizione, balistica, genio, consapevolezza del proprio corpo nello spazio, sfrontatezza, coraggio, tecnica, elasticità, improvvisazione, consapevolezza del corpo degli avversari nello spazio, immaginazione, voglia di stupire, meravigliosa e perfetta muscolatura delle cosce. David Winner, a poche ore da quella cosa (come la chiami, rovesciata? No, troppo standard), definirà Ibrahimovic un eroe romantico. Ecco, forse un altro termine da aggiungere alla lista è proprio romantico, nel senso filosofico del termine. Solo chi guarda gli abissi e vede il sublime, può anche solo pensare una cosa del genere.