La calciatrice Faten Ben Amar El Azizi muore cercando di raggiungere Ceuta: “Voleva solo una vita migliore”

La morte di Faten Ben Amar El Azizi non è soltanto la storia di una giovane promessa del calcio marocchino. È il racconto di una ragazza che aveva trovato nello sport una possibilità di costruirsi un futuro, ma che ha deciso comunque di affrontare il mare nella speranza di cambiare vita. La calciatrice del Maghreb Atlético Tetuán (MAT), è deceduta mentre tentava di raggiungere a nuoto Ceuta, l'enclave spagnola sulla costa nordafricana. Aveva scelto una delle rotte più pericolose del Mediterraneo occidentale convinta che dall'altra parte del confine potesse esserci un'opportunità diversa. Il suo decesso arriva nel pieno della nuova emergenza migratoria tra Marocco e Spagna, una crisi che secondo le autorità spagnole avrebbe già provocato almeno 84 vittime.
Chi era Faten Ben Amar El Azizi e perché aveva deciso di raggiungere Ceuta
Faten Ben Amar El Aziziaveva una squadra, un campionato e una carriera ancora tutta da costruire. Il calcio rappresentava una parte importante della sua vita, ma evidentemente non bastava a darle le prospettive che cercava. Dall'altra parte, in quel lembo d'Europa che litiga sui cadaveri, non è mai arrivata. Il calcio marocchino è sotto shock per il decesso della giovane calciatrice che in patria era tesserata per il Maghreb Atlético Tetuán (MAT). Il corpo è stato identificato tra i cadaveri della nuova crisi migratoria tra Marocco e Spagna, a dare notizia del decesso è stata la stessa società. Il comunicato è durissimo da leggere: la ragazza non cercava notorietà sportiva ma semplicemente "una nuova opportunità di vita" oltre il confine. "Non cercava fama o avventura, ma una vita migliore e un futuro che credeva l'attendesse dall'altra parte del confine".
Parole che scolpiscono dentro il senso della tragedia umanitaria che si sta consumando in questi giorni. La trama è la stessa di sempre: persone che hanno nulla e bussano alle porte del mondo che immaginano come ricco e pronto ad accoglierli ma si ritrovano dinanzi a chi specula sul framma, inferriate, mura alte, demagogia della politica che confonde la sicurezza con la propaganda. Secondo il club la giovane voleva soltanto aprire "una nuova porta" per il proprio futuro. Quel viaggio si è interrotto in mare prima ancora di raggiungere la costa di Ceuta. La notizia ha colpito profondamente il mondo dello sport marocchino, che perde una ragazza considerata una delle giovani promesse del calcio femminile.

Come è morta Faten Ben Amar El Azizi: cosa sappiamo della traversata verso Ceuta
Secondo le ricostruzioni, Faten ha tentato di raggiungere a nuoto Ceuta partendo dalla costa marocchina nella giornata di venerdì. Non è però riuscita a completare la traversata. La sua morte è maturata nello stesso tratto di mare dove, negli ultimi giorni, centinaia di persone hanno cercato di raggiungere l'enclave spagnola approfittando dell'afflusso di migranti registrato al confine. È una rotta breve sulla carta, ma estremamente pericolosa per le correnti e per le condizioni del mare, che negli anni ha già provocato numerose vittime. Secondo alcune testimonianze, almeno 150 persone sarebbero morte in mare.
Il cordoglio del calcio marocchino: "Abbiamo perso una dei talenti più luminose"
Anche l'Unione Marocchina dei Calciatori Professionisti (UMPF) ha espresso il proprio cordoglio attraverso un messaggio diffuso sui social. "In questa circostanza dolorosa, il Presidente dell'UMFP, Mustapha El Hadaoui, insieme a tutti i membri dell'Union, offrono le loro sincere condoglianze e esprimono la loro profonda compassione alla famiglia della ragazza, ai suoi cari, ai suoi compagni di squadra, al Moghreb de Tanger e a tutta la famiglia del calcio marocchino. Condividiamo il loro dolore e preghiamo l'Onnipotente di accogliere il defunto nella Sua vasta misericordia, di concederle il massimo livello di Paradiso e di portare pazienza e conforto alla sua famiglia. A Dio appartiamo e a Lui torneremo".
Il MAT ha inoltre voluto richiamare l'attenzione sul dramma vissuto da molti giovani marocchini, sottolineando come i tentativi di migrazione irregolare finiscano troppo spesso per trasformare "i sogni in incubi e la gioia in lacrime".
Perché migliaia di giovani stanno tentando di raggiungere Ceuta
La vicenda di Faten si inserisce in una crisi molto più ampia. Negli ultimi giorni migliaia di persone hanno cercato di raggiungere Ceuta, territorio spagnolo situato sulla costa africana e considerato una delle principali porte d'accesso all'Unione Europea.
Per molti giovani marocchini rappresenta il percorso più rapido verso la Spagna continentale. La convinzione che oltre il confine sia possibile trovare lavoro e condizioni di vita migliori continua a spingere centinaia di persone ad affrontare il mare, nonostante i rischi. Le autorità di Rabat non hanno diffuso dati ufficiali sul numero di morti, feriti o dispersi. In gran parte persone annegate durante la traversata tra Fnideq (Castillejos) e Ceuta, ai quali si aggiungono i corpi recuperati nelle acque e lungo la costa dell'enclave spagnola.
Le madri al confine aspettano una telefonata: "Voglio solo che mio figlio torni"
Le immagini raccontate dall'agenzia spagnola EFE restituiscono il volto umano della tragedia. Madri e padri attendono davanti al valico di frontiera, stringendo il telefono nella speranza di ricevere una chiamata. Tra le testimonianze più dolorose c'è quella di una madre che, tra le lacrime, ripete: "Non voglio niente, voglio solo che mio figlio torni con me". In questo scenario, la morte di Faten Ben Amar El Azizi è diventata il simbolo di una tragedia che va oltre il calcio: quella di una generazione che vede nell'emigrazione l'unica possibilità di costruirsi un futuro e che, troppo spesso, perde la vita prima ancora di poter inseguire quel sogno.