Chi è Victor Montagliani: perché il suo nome è al centro della battaglia per il dopo Infantino alla FIFA

Il progetto di apertura a capitali privati, con tanto di sospetto che la stretta di mano coi Fondi fosse influenzata dalla galassia che ruota intorno a Donald Trump, di Gianni Infantino ha alimentato uno scontro politico senza precedenti tra UEFA e FIFA. L'ipotesi di vendere una parte del Mondiale per raccogliere miliardi di dollari ha fatto saltare il banco tra gli stessi amici del presidente. La portata del dissenso adesso è tale che la federazione europea pensa addirittura a un'ipotesi di sfiducia per destituire l'attuale numero uno del calcio mondiale. La procedura è complessa ma è uno strumento di pressione ulteriore in vista delle prossime elezioni, messa in atto per logorare le ambizioni dell'attuale governance che mira(va) a consolidare equilibri di potere attraverso alleanze cristallizzate. Qualcosa, però, è andato storto e quella macchina, che lo stesso Infantino riteneva forte dal punto di vista economico e politico, s'è inceppata.
E oggi il tema non è più soltanto il futuro di una riforma, ma la leadership della FIFA. Tra i primi nomi emersi per il dopo Infantino c'è Victor Montagliani, presidente della CONCACAF e vicepresidente FIFA: canadese con origini italiane, uomo del Mondiale 2026 e figura capace di muoversi tra Europa, Nord America e nuovi mercati. Ma la sua possibile candidatura è soltanto il primo tassello di una partita molto più ampia, che coinvolge anche figure come Nasser Al-Khelaifi, Arsène Wenger, Salman bin Ibrahim Al Khalifa.
La vera partita riguarda il nuovo modello di governo del calcio mondiale. E resta pur sempre una lotta di potere. Da una parte c'è una FIFA che negli ultimi anni ha puntato con decisione sull'espansione globale del proprio peso economico e commerciale, con tornei sempre più ricchi e una presenza crescente nei mercati internazionali. Dall'altra c'è una UEFA che sente di aver perso terreno nonostante insista su campionati che generano notevoli introiti (è il caso della Premier League) e adesso rivendica un maggior peso nella governance utilizzando gli errori commessi da Infantino (aver taciuto del proprio piano) per guadagnare quelle posizioni e quella centralità perse negli anni

Chi è Victor Montagliani, il canadese con origini italiane e uomo chiave della FIFA
Victor Montagliani è uno dei dirigenti più influenti del calcio internazionale. Nato il 12 settembre 1965 a East Vancouver, in Canada, è figlio di immigrati italiani originari dell'Abruzzo. Suo padre Luciano è stato una figura importante nella comunità sportiva italo-canadese di Vancouver, fondatore della Italian Canadian Sports Federation e presidente del Columbus FC.
Nel calcio "Vic" (è il diminutivo col quale è conosciuto) non ci sta solo da manager ma lo ha vissuto anche da protagonista diretto prima che un grave infortunio non lo costringesse allo stop a 28 anni. Da giovane ha giocato a livello dilettantistico e ha rappresentato il Canada nel futsal. Appesi gli scarpini al chiodo, è rimasto nel mondo del pallone ma cambiando prospettiva: attraverso il profilo della gestione sportiva a cui è arrivato dopo aver costruito una carriera nel settore assicurativo e del risk management.
La scalata dopo gli scandali che hanno travolto il calcio americano
Il 2015 è l'anno che segna un punto di svolta per Montagliani. La CONCACAF venne travolta da una serie di scandali, un anno dopo l'italo-canadese fu eletto presidente della confederazione nordamericana con il compito di ricostruire credibilità e governance. La sua posizione strategica è diventata ancora più importante quando Canada, Stati Uniti e Messico hanno ottenuto l'assegnazione della Coppa del Mondo 2026, il primo torneo della storia con tre Paesi organizzatori e 48 nazionali partecipanti.
Perché adesso sta emergendo la sua figura? Rappresenta un equilibrio diverso rispetto agli attuali blocchi di potere: conosce il calcio europeo, ma arriva da una realtà in forte crescita come quella nordamericana. La sua eventuale candidatura avrebbe un significato politico preciso: confermerebbe il peso crescente del Nord America all'interno del calcio mondiale.
Montagliani non è senza ombre: le questioni aperte
Il presidente CONCACAF porta con sé anche alcune controversie legate al passato. Una in particolare: la gestione del caso Bob Birarda, ex allenatore accusato e condannato per abusi sessuali. Alcune ex giocatrici hanno contestato il modo in cui la federazione aveva affrontato la situazione, Montagliani ha sempre sostenuto che tutte le decisioni fossero state prese sulla base delle informazioni disponibili. C'è ancora un'altra ombra sul passato: l'accordo commerciale Canadian Soccer Business che ha generato polemiche sulla distribuzione delle risorse.

Gli altri candidati: Nasser Al-Khelaifi è il vero outsider della corsa
Nasser Al-Khelaifi è il presidente del Paris Saint-Germain e dell'European Club Association (ECA) che negli ultimi anni ha consolidato un peso politico enorme nei rapporti tra club, UEFA e istituzioni calcistiche. La sua rete diplomatica, costruita tra Europa, Medio Oriente e grandi proprietà calcistiche, lo rende inevitabilmente uno dei dirigenti più osservati in vista di un eventuale dopo-Infantino.
Tra le figure più citate compare Arsène Wenger, oggi responsabile dello sviluppo del calcio mondiale per la FIFA. Resta poi sullo sfondo Salman bin Ibrahim Al Khalifa, presidente della Confederazione asiatica (AFC), dirigente che da anni mantiene un peso importante negli equilibri internazionali.