"Il secondo rigore concesso alla Juventus non c'era ma la reazione di Commisso è stata esagerata". Fabio Capello commenta così uno dei momenti più caldi della giornata di campionato che ha puntato i riflettori su Torino e le forti polemiche scaturite per le proteste dei viola nei confronti dell'arbitraggio. Era stato il presidente, Commisso, ad attaccare in diretta tv il Palazzo del calcio italiano parlando di "favori" nei confronti dei bianconeri. Immediata anche la replica di Pavel Nedved, che ha censurato con decisione le affermazioni del numero uno dei toscani. Nell'intervista a Radio Anch'io Sport, invece, l'opinionista di Sky ha dato la propria versione dei fatti.

Forse a volte gli arbitri sono troppo fiscali – ha ammesso Capello -. Al di là di chi fossero i protagonisti dell’episodio, secondo me il rigore è inesistente. Mi sorprende che il Var abbia dato conferma.

Tema caldo quanto accaduto a Torino, così come la lotta scudetto che nelle prossime partite potrebbe essere definita dagli scontri diretti in particolare dell'Inter che incontrerà il Milan (domenica prossima nel derby) e poi la Lazio.

L’Inter resta l'avversaria principale della Juventus perché ha inserito in rosa qualche giocatore di qualità. Alla Lazio forse manca qualcosa. In ogni caso i bianconeri non devono commettere l'errore di giocare pensando di aver vinto perché le altre sono lì.

Ultima riflessione dedicata al Milan e al Napoli, due delle formazioni che in questa stagione hanno deluso maggiormente salvo mostrare segnali di ripresa nelle ultime settimane dopo un avvio di campionato tremendo.

  • "Diavolo" bloccato in casa sul pareggio dal Verona. "Ibrahimovic è un punto di riferimento. Quando c’è lui le difese si preoccupano per lui e c’è più libertà per gli altri. Ecco cosa è successo ieri contro il Verona". 
  • Cosa è successo ai partenopei? La spiegazione di Capello va oltre il dato tecnico. "Secondo me c’è stato un blackout tra squadra e presidente. Multe sciocche. Ha rovinato quel rapporto. Ancelotti ha fatto errori? Probabilmente la voglia di cambiare quanto fatto da Sarri è stato il suo errore".