L'Inter di Antonio Conte si schianta contro l'uragano Ibrahimovic. Non è stato un dolce risveglio per i tifosi nerazzurri che si sono ritrovati a dover subire un ko, che per come sono andati a finire i derby degli ultimi anni, si può dire che era inaspettato. Ma contro questo Milan, ormai, c'è da aspettarsi qualunque cosa. Il tecnico salentino non ha raggiunto la sua terza vittoria consecutiva da allenatore dell'Inter in un derby, che sarebbe stato record, ma soprattutto ha visto proprio i rossoneri balzare ora al primo posto in classifica.

In campo si sono visti diversi problemi. La mancanza di giocatori, tra positivi al Covid-19, infortuni e squalifiche, non può essere solo un alibi. Certo, c'è da ricordare come i sudamericani siano ritornati in Italia solo poche ore prima del match e che tra il ritorno a Milano e la preparazione del derby da parte dei nerazzurri, siano passate davvero pochissime ore utili per riposare. Ma non può essere un attenuante e Conte dovrà ragionare anche su questo aspetto.

Inter: il ko nel derby ora inizia a preoccupare

Il solo Lukaku non può sorreggere le sorti di un'intera squadra che, specie in fase di contropiede avversario, sembrava sciogliersi come neve al sole. Una difesa troppo sperimentale, con due terzini (D'Ambrosio e Kolarov) a svolgere il ruolo di difensori centrali al fianco del guerriero De Vrij che ha dovuto battagliare per una partita intera contro l'intramontabile Ibra. A questo punto c'è da rimpiangere anche la partenza di Godin, forse lasciato andare a Cagliari troppo in fretta. E probabilmente sarebbe stato più opportuno un cambio modulo, magari con difesa a 4, con l'inserimento di un centrale puro come Ranocchia al fianco di De Vrij.

È bastato infatti perdere Bastoni e Skriniar, per ritrovarsi in grossa difficoltà in difesa. Insomma, Conte non è esente da colpe e nemmeno la società e i numeri parlano da soli. Ben 8 gol subiti in 4 gare fanno già paura e con una media di 2 reti subite a partite. I due esterni, che erano praticamente due ali, come Hakimi e Perisic, non sono in grado di poter andare a svolgere anche la fase difensiva. Quello è un lavoro più da giocatori come D'Ambrosio e Darmian, senza dimenticare Young. Insomma, ci sarà molto da lavorare per il prosieguo della stagione.