Il 19° scudetto in bacheca come garanzia per il futuro. L'Inter campione d'Italia ha già programmato i passi da compiere in vista della prossima stagione, sul campo e fuori. Suning ha cercato partner per portare avanti l'investimento e adesso appare prossima all'accordo con un fondo per finanziare il club nerazzurro, orientato comunque verso una gestione più oculata a causa della pandemia. Tra l'accordo per il prestito da finalizzare nei prossimi giorni, la ricerca di un nuovo sponsor e le maggiori entrate per l'accesso alla Champions League da campioni nazionali, l'Inter dovrebbe trovarsi in mano oltre 300 milioni di euro.

Inter, a cosa serve il prestito da 250 milioni

Il finanziamento da 250 milioni di euro, di cui si parla ormai da giorni, non peserà sulle casse dell'Inter. Lo schema è semplice: Great Horizon S.a.r.l., la holding lussemburghese attraverso cui Suning detiene la maggioranza del club nerazzurro, girerà tale somma ottenuta tramite prestito da uno dei fondi di private equity con cui è in trattativa (Bain Capital Credit appare essere in pole, ma sono in corsa anche Oaktree e Fortress). Per farlo, dovrebbe sostenere un aumento di capitale, in modo da non aumentare l'indebitamento dell'Inter, o al massimo li verserebbe come finanziamento soci.

È probabile, però, che per ottenere il prestito, Great Horizon (quindi Suning) metta in pegno le proprie quote dell'Inter, attualmente pari al 68,55% del capitale nerazzurro. Nel caso in cui non venga ripagato il prestito, le azioni del club finirebbero nelle mani di chi ha effettuato il finanziamento. Un po' quanto accaduto al Milan con Elliott, a seguito dell'inadempimento di Yonghong Li. Con questi 250 milioni, però, l'Inter non può certo pensare di fare spese folli sul mercato. È una somma che serve a rimettere in carreggiata il club, verso la strada dell'autosostentamento. Per prima cosa, dunque, si punterà saldare le scadenze. Poi si penserà a coprire la massa debitoria e le inevitabili perdite causate dal Covid-19.

Quanto vale lo scudetto dell'Inter per la Champions League

Per l'Inter, però, la vittoria dello scudetto dà tutta un'altra dimensione a livello europeo. Prendere parte alla prossima Champions League da campioni d'Italia garantisce una fetta di market pool maggiore rispetto alle altre italiane, almeno per quanto riguarda la parte assegnata senza prendere in considerazione i risultati sul campo. Nella stagione 2019/20, l'Inter è stata la squadra della Serie A ad aver ricevuto la quota minore di market pool relativamente alla sola partecipazione in Champions League (senza dunque contare quella ricevuta a seguito della retrocessione in Europa League): 7,35 milioni di euro, contro i 13,1 milioni dell'Atalanta, gli oltre 14 milioni del Napoli e i 16,6 milioni della Juventus. Colpa dei risultati, certo, ma la base di partenza come quarta classificata nel precedente campionato di Serie A era la più bassa di tutte, pari al 10% della quota prevista. Cifra già aumentata al 30% per la stagione attuale, dato che i nerazzurri sono arrivati secondi nel passato campionato, ma che arriverà al 40% nella prossima. Una differenza che già da sola porterebbe al raddoppio dei ricavi di Champions rispetto al 2019.

C'è poi il ranking Uefa, basato sui coefficienti dei singoli club, che garantisce un'ulteriore somma per le partecipanti alla Champions League. Anche qui, nonostante il cammino europeo deludente nell'ultima stagione, l'Inter è riuscita a compiere alcuni passi in avanti. Al termine dell'annata 2019/20, il club nerazzurro era trentatreesimo in graduatoria e davanti a sé aveva 17 tra le squadre presenti nella fase a gironi della Champions League disputata quest'anno. Adesso la classifica è cambiata, seppur di poco: i nerazzurri sono avanzati fino alla ventiseiesima posizione, ma chiaramente ancora è presto per capire quante delle 25 squadre che le stanno davanti prenderanno parte al massimo torneo continentale nella prossima stagione. Alcune di queste sono certe di accedere già alla fase a gironi (il Bayern Monaco, primo, ma anche Real Madrid, Barcellona e Atletico Madrid sono aritmeticamente sicure della qualificazione alla prossima Champions League), altre devono ancora conquistarsela sul campo. Come la Juventus, prima delle italiane nella classifica dei coefficienti in quinta posizione, seguita dalla Roma (quattordicesima) che appare ormai spacciata per l'ingresso nell'Europa che conta.

Stando alle classifiche attuali, l'Inter avrebbe davanti a sé solo 14 squadre nel ranking tra quelle ai gironi: con i premi pre-Covid, significherebbe avere quasi 20 milioni garantiti oltre ai 15,25 milioni di premio partecipazione e alla prima quota di market pool. Senza contare i risultati, dunque, l'accesso alla Champions League da campione d'Italia assicurerebbe all'Inter un assegno da 50 milioni di euro. Questo, però, basandoci sulle ultime ripartizioni dei ricavi da parte della Uefa, che ha già annunciato una riduzione: a partire dalla stagione 2019/20 e fino al 2023/24, la quota destinata ai club verrà ridotta di 83,3 milioni di euro, per poter così rimborsare i 416,5 milioni aggiuntivi messi a disposizione dalla Uefa per garantire i 2,47 miliardi di euro distribuiti tra le società di Champions e Europa League nella passata stagione. Quanto inciderà questa trattenuta sui ricavi europei dell'Inter è tutto da definire, poiché dipenderà dalla quota finale che spetterà ai nerazzurri. Nella stagione 2019/20, la Uefa ha sottratto ai club poco meno del 3,4% di quanto previsto dalla distribuzione dei ricavi.

Inter alla ricerca di nuovi sponsor e partner

Il primo trofeo dell'era Suning, giunto a dieci anni esatti dall'ultima coppa vinta sotto la presidenza Moratti, è senza dubbio una base di partenza per il futuro. Le incertezze legate alla pandemia di Covid-19, però, riguardano il mondo del calcio in generale e l'Inter non fa certo eccezione. A febbraio, la proprietà cinese ha confermato il proprio impegno per il supporto finanziario, ma nella relazione semestrale di Inter Media and Communication ha informato di aver nominato dei consulenti in Asia per cercare partner adatti per "un'iniezione di capitale o altro". Quello che potrebbe arrivare a breve col finanziamento da 250 milioni circa, ma non sarà l'unica mossa. Per la stagione 2021/22 si cerca anche un nuovo sponsor di maglia, dato che dopo 26 anni il marchio Pirelli non comparirà più sulla divisa nerazzurra. L'obiettivo di Suning è trovare un accordo da almeno 25 milioni annui (nel 2019/20 l'Inter ha ottenuto circa 11,5 milioni da Pirelli) con l'ipotesi sempre viva di puntare sul mercato asiatico.

Non che gli sponsor orientali siano una novità per l'Inter. Nel 2018, quando era sotto regime di settlement agreement, la Uefa ha chiesto alla società chiarimenti in merito ai propri partner regionali, che oggi rappresentano comunque meno del 30% dei ricavi (soglia oltre cui si parla di "influenza significativa" in ottica fair play finanziario). Al di là di questo, il club nerazzurro nell'ultimo semestre del 2020 era in attesa di recuperare 55,654 milioni di euro dai propri partner internazionali, frutto di una situazione nata ben prima dello scoppio della pandemia. Tra marzo e giugno 2019, infatti, l'Inter ha dovuto fare i conti con la conclusione dei contratti con Fullshare Holding Limited e King Dawn Investments Limited, oltre al mancato rinnovo dell'accordo con l'agenzia di marketing Beijing Yixinshijie. Il Covid-19 ha fatto il resto e Suning ne sa qualcosa, visto quanto accaduto in patria, con la decisione di ritirare il Jiangsu dal campionato cinese. In Europa, però, l'investimento calcistico resta vivo. Dopo aver portato a casa il primo trofeo da proprietà dell'Inter, l'obiettivo di Suning è dare stabilità al club. Senza chiudere la porta a possibili partner.